MARTINA AVEVA UN SOGNO “DIPLOMARSI”, LE SUE COMPAGNE DI SCUOLA DISCUTONO LA TESINA PER LEI

DI RENATA BUONAIUTO

Capita a tutti di fermarsi a riflettere su cosa di buono si sia fatto nella vita. Può accadere in una sera d’estate, mentre si osserva un tramonto, accoccolati sulla spiaggia, o davanti ad un camino in una notte d’inverno, mentre fuori la pioggia la fa da padrona. Delle volte i ricordi affiorano dolcemente e sembrano consolarci e rassicurarci sul nostro cammino, altre volte il dubbio di non aver fatto tutto il possibile per aiutare un amico, un familiare, ci rende fragili, insicuri e ci chiediamo se ci sarà ancora “Tempo” per porre rimedio, per sanare quella ferita.
Nell’album dei ricordi ogni istante della nostra vita è deposto, conservato e quanti in questo “viaggio” hanno fatto anche ritorno, ci raccontano di aver visto un grande “libro bianco” dove attimo dopo attimo, compariva il loro “passato”, le gioie, i dolori, gli errori.

Fermarsi ogni tanto farebbe bene a molti ma, questa è un’altra storia.
Quella che invece ascoltiamo da giorni è una “favola” d’amore che ha superato la morte e che regalerà alle protagoniste la certezza che “qualcosa di buono” loro lo hanno fatto senza ombra di dubbio.
Siamo a Latina, liceo Alessandro Manzoni e precisamente in VB.
Le “superiori” sono i cinque anni più significativi nella vita di un ragazzo. Sono gli anni in cui si arriva adolescenti e si va via “maturi”, adulti. Gli anni dei grandi amori e delle cocenti delusioni, della leggerezza, della spensieratezza, ma qualche volta la vita corre più veloce, infrangendo tutte le regole e costringendoli a crescere in fretta.

E’ stato così per Martina che a soli 19 anni ha visto volar via il suo tempo, fra una chemio ed una sala operatoria. Per due anni ha lottato con tutte le sue forze contro un destino che non lasciava speranze. Ha nelle sue passioni, il teatro e la fotografia, cercato l’energia, la carica per combattere questo male “impietoso”, che piegava e lentamente spegneva la sua vitalità.
Al suo fianco le compagne di liceo, ragazze che ogni giorno si confrontavano con il suo dolore, la rabbia, la paura di non farcela.
Martina fra i tanti desideri ne aveva uno speciale quello di conseguire la maturità, per questo non aveva mollato mai gli studi, per questo la sua tesina su Sartre, Beckett, Pirandello era già pronta il 9 maggio quando è entrata in coma, per poi volar via il 12 Giugno.
Ed è stato in quel momento che Alessia, Gioia, Gaia, Elena, Florinda, Marta, Jessica e Camilla hanno scritto sulle loro pagine dei “ricordi”, quello che per tutti resterà un atto d’amore e di generosità immenso.
Le ragazze hanno chiesto al Presidente della Commissione d’esami Giuseppe Nunziata, di poter sostenere loro, tutte insieme, la prova orale di Martina e così fra una lacrima sfuggita via senza preavviso ed un sorriso per mascherare il dolore dell’assenza, hanno “diplomato” la loro indimenticabile compagna di viaggio.
Quella mattina c’erano tutti anche i genitori di Martina. Attraverso le labbra delle sue amiche, i suoi scritti, gli studi, le ricerche, prendevano nuovamente vita e ritornavano a lei in un grande atto d’amore.
Nei momenti di sconforto Martina aveva chiesto:“Mamma credi che morirò?”, solo Edy,la sua mamma, può sapere quanto dolore avesse provato nel rispondere ”Chi lo sa, ognuno ha il suo percorso perciò godiamocela”.
Per queste domande c’è una mano che guida le risposte ed una forza che ferma le lacrime.
Per il sogno di Martina c’è stato l’amore delle sue compagne, il loro “libro bianco” ha un colore nuovo, che porteranno sempre con loro, anche in quella notte d’estate, accoccolate sulla spiaggia…