MUORE PRIMA DEGLI ESAMI, LE SUE AMICHE DISCUTONO LA SUA TESINA

DI CHIARA FARIGU

Quante volte abbiamo puntato il dito sui giovani di oggi definendoli privi di valori, di interessi ad eccezione di quelli professati sui social? Scostanti, maleducati, indifferenti, nullafacenti, bulli, choosy, bamboccioni e chi più ne ha più ne metta, sono solo alcuni degli appellativi che abbiamo rivolto loro. Dapprima ci hanno pensato i politicanti di turno a coniare, di volta in volta, un marchio da affibbiargli , poi a seguire sociologi, psicologi educatori e chiunque ritenesse di avere voce in capitolo. Non che avessero sempre torto, è bene dirlo perché spesso ci hanno messo, e ci mettono del loro, ma è pur vero che sono sempre le mele marce a fare notizia e a portarci, sbagliando, a generalizzare. 

Poi ti imbatti nella storia di Martina e tutto cambia. Studentessa di Latina, 19 anni tante aspettative e sogni da realizzare. Un gruppo di amiche con le quali condividere i momenti liberi e la passione per il teatro che coltiva da tempo. Senza alcun preavviso, nascosto in quel corpo che nonostante tutto sprizza energia da ogni poro, la bestia. Martina, non si abbatte, reagisce e si affida al team di oncologi che la sottopongono alle terapie previste dal protocollo. È certa che sarà lei ad uscirne vincitrice. La sua vita, da quando 2 anni fa tutto ha avuto inizio,  non cambia, scuola amiche e teatro. Non manca di sorridere neanche quando la chemio le fa perdere i capelli. Nel suo profilo fb si mostra con naturalezza, la testa rasata e uno sguardo di sfida. Ed è con questo spirito combattivo che si prepara ad affrontare la maturità scientifica e a definire la sua tesina. Non ha dubbi sull’oggetto della discussione: il teatro e Pirandello.
Ma qualche giorno prima dell’inizio degli esami di maturità, quella forma di tumore che non lascia scampo prende il sopravvento su quel corpo che ha combattuto finché ha potuto. Martina lascia un grande vuoto, a scuola e in famiglia. Le sue amiche non si danno pace di fronte ad una morte così assurda così crudele.
Decidono pertanto, in accordo coi prof e i genitori dell’amica scomparsa di sostenere l’esame al posto di Martina. Un ultimo regalo, il loro per lei: far capire quanto fosse grande il suo amore per il teatro.
Martina avrà il diploma, come aveva sognato. Certo è solo un atto simbolico ma non è escluso che il Miur lo renda ufficiale. In memoria di una ragazza che ha lottato come una leonessa e come riconoscimento ad un gruppo di amiche che si riconoscono nei valori della solidarietà e dell’amicizia.
Per noi, un segno tangibile che non tutto è perduto…c’è ancora speranza, nonostante tutto