ABRAMOVIC ZOTICONE FRA CONTE E SARRI 

DI ITALO CUCCI

Il matrimonio fra Sarri e il Chelsea (se si sta facendo, se si farà o non si farà) nonostante il taglio manzoniano dell’Abramovic/Don Rodrigo è pura satira plautina, là dove il plutocrate russo recita la parte di Trinummus, Tremonete lo Scialacquatore, e di Truculentus, lo Zoticone. A mia memoria, una cafonata del genere non l’avevo mai vista neanche in Italia, dove gli scialacquatori zotici non sono mai mancati, nè in Spagna, dove gli eredi di Santiago Bernabeu, in particolare Florentino Perez, non si sono fatti mancare nulla. Tenere a bagnomaria un allenatore di una certa età, salutato dalla critica europea come una sorta di fusione fra Sacchi e Guardiola, non può essere un gesto da addebitare agli otto o venti milioni pretesi da De Laurentiis per liberare il Maestro; tanta qualità doveva essere salutata con solennità, ricevendo Sarri a Londra eppoi mettendolo al centro di un evento subito dopo la fine del suo regno napoletano, non lasciandolo – com’è successo – nella pur accogliente San Benedetto del Tronto, lontano dai media e dal dibattito mondiale. Lontano dalla BBC, da Sky, da Fox che in queste ore celebrano la rinascita del calcio inglese grazie a Gareth Southgate, l’uomo dal gilet grigio ispirato dal suo ruolo di difensore quando giocava (e sbagliava uno storico rigore a Euro ‘96); Gareth, armato di un 3-5-2 poco anglosassone, tatticamente aggiornato anche dai tecnici italiani dominatori in Inghilterra, sostenuto a suon di gol da “Hurricane” Harry Kane, a sua volta lontano dai Lineker e brillante protagonista di veloci contropiede, è oggi osannato da tutti coloro che si erano invaghiti dell’alchimista di Figline Valdarno. Tant’è che più d’un voltagabbana sta facendo notare allo staff dell’oligarca Roman Abramovic che forse le caratteristiche di Antonio Conte – l’allenatore cui sta passando un ricchissimo stipendio – sono molto più vicine alla realtà del nuovo calcio inglese (certificate anche da due importanti vittorie) di quanto non lo sia l’Ideologia di Sarri che incanta ma non vince. Se una cosa è stata ridicolizzata dal Mondiale russo è il mitico Possesso Palla che ha scatenato poeti, prosatori e incompetenti. Come finirà questo intreccio socialcafone? Pensando a Conte, benissimo: con un assegno da superenalotto. E Sarri? Altro dirvi non so.
Italo Cucci