POVERA CAPRI

DI GIULIA MATTERA

Capri, l’isola azzurra, una delle mete più esclusive al mondo è pronta a chiedere lo stato di isola disagiata.
La notizia risale agli inizi del mese di Aprile del corrente anno, quando negli uffici comunali inizia la raccolta firme. Qualche Tg ne parla ma poi tutto si tacita fino a pochi giorni fa, quando un noto settimanale a tiratura nazionale, sbatte la notizia in prima pagina, con tanto di titolone tra il critico e l’ironico, “POVERA CAPRI” in cui raccoglie il parere di qualche vip che vive sull’isola solo nei mesi estivi e che alla parola “disagiata” storce il naso, e sottolinea quanto siano affollate la Piazzetta e le strade dello shopping deridendo in tal modo la richiesta del sindaco e di tanti Capresi.
Capri, si sà, fa notizia, specie nei mesi estivi. Siamo abituati, tramite certa stampa, a figurarcela come un’ oasi felice, un’ isola ricca, dove tutto è tinto di rosa, dove tutti vivono benissimo e non esiste nessun problema, insomma, la vediamo con gli occhi di quella informazione che dà risalto solo alle farfalle colorate estive, e nega sistematicamente spazio ai disagi di chi vive sull’isola per 365 giorni l’anno.
In questi giorni, Capri ed i suoi abitanti sono oggetto di una campagna mediatica di derisione se non addirittura di durissima critica, perché, al di là del mare, sulla terraferma, credono che gli isolani facciano tutti la stessa vita dei loro ospiti .. tutti residenti in hotel cinque stelle lusso .. nessun problema di salute! .. ragion per cui non hanno diritto a chiedere servizi primari alla pari dei cittadini peninsulari.
Stanno tutti, quindi, deridendo Capri ed i Capresi per una richiesta sacrosanta che è propria di tutte le isole minori: “La Zona Disagiata”.
Povera gente che non sa e non immagina cosa significhi star male d’inverno su di un isola, dove un abitante su quattro è anziano, dove l’ospedale funziona a singhiozzo grazie ai tagli della sanità nazionale, dove non staziona una motovedetta per le emergenze e dove l’elicottero se può atterrare e decollare ( sperando nelle buone condizioni meteo-marine) deve farlo in un campo sportivo non provvisto di adeguata illuminazione notturna.
Poveri quelli che non sanno cosa sia la vita dei pendolari, che ogni mattina per lavoro, per studiare o per altri servizi di necessità sono costretti a recarsi ogni giorno sul continente, sperando di poter far rientro a casa la sera visti gli orari dei collegamenti invernali che vengono ridotti a meno della metà rispetto a quelli estivi.
Un isola dove il costo medio della vita è più alto del 30/40% grazie ai trasporti che funzionano male ed hanno costi altissimi facendo si che i prezzi dei beni primari siano più conformi ai prezzi consueti dei generi di lusso.
“Chiedo allo Stato costi e servizi adeguati” dice il sindaco De Martino,
come quelli della terraferma, nulla di più nulla di meno, garantendo così parità di diritti per tutti.