MONFALCONE, FISSA IL TETTO PER GLI ALUNNI STRANIERI: 60 BAMBINI ESCLUSI DALLA SCUOLA D’INFANZIA

DI CHIARA FARIGU

Un anno scolastico si è appena concluso ma già infuriano le polemiche sul prossimo in arrivo, al termine delle vacanze. L’ultima, cronologicamente parlando, arriva da Monfalcone, cittadina del Friuli Venezia Giulia, nota anche come “la città delle navi da crociera”. Qui, due istituti comprensivi, con la motivazione di voler contrastare il fenomeno delle cosiddette ”classi-ghetto”, vista l’alta percentuale di stranieri in città, hanno fissato, dopo aver sottoscritto una convenzione con il Comune, un tetto massimo del 45% per la presenza di bambini stranieri nelle sezioni della scuola dell’infanzia. La conseguenza immediata sarebbe l’esclusione di fatto di oltre 60 bambini. Naturalmente stranieri.

Da qui le innumerevoli polemiche e le accuse non troppo velate di provvedimento razzista mandate all’indirizzo della sindaca, Anna Maria Cisint, di fede leghista, a cominciare dalla Cgil che è già sul sentiero di guerra in quanto, lo stesso tetto, lo si vorrebbe estendere anche alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado. In barba, sostiene il segretario regionale Zonta al fatto che ”lo Stato ha l’obbligo di fornire l’istruzione a tutti, indistintamente. Non c’è un vincolo e non può crearlo il sindaco”.

L’accordo, spiega il 1° cittadino, prevede l’impiego di alcuni scuolabus per accompagnare i piccoli alunni, esclusi da Monfalcone, in scuole ubicate nei comuni limitrofi. Delle quali, però, al momento non si conosce la disponibilità ricettiva. I bambini sarebbero tutti figli di operai bengalesi che lavorano presso la Fincantieri, la scuola, per loro, rappresenta la prima e forse l’unica possibilità per apprendere i primi rudimenti della lingua italiana e socializzare con altri bambini della loro età.

E’ davvero complicato commentare questa vicenda. Perché, oltre all’inevitabile esclusione di fatto di questi bambini, non si conoscono altri dettagli. E tante sarebbero le domande da porsi. Una su tutte: le dirigenti scolastiche, visto il surplus di domande di iscrizione (presentate tra gennaio/febbraio) perché non hanno inoltrato richiesta presso gli Uffici Regionali Scolastici per aumentare le sezioni così da accogliere tutti?
Sulla vicenda è intervenuta anche la Uil sostenendo che è positivo evitare le classi-ghetto, (nelle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri del 2014 si parla di un tetto del 30% per una distribuzione equilibrata degli alunni stranieri), e che “le quote non sono di per sé negative, purché non siano prescrittive ma propositive e lascino all’autonomia della comunità scolastica le scelte veramente utili all’integrazione”.

E’ solo prescrittivo il tetto fissato dal Comune di Monfalcone? Certo il fatto che sia a trazione Lega spinge a pensar male e quindi a far peccato, ma forse, come dice un vecchio detto, si finisce per indovinare.
Se poi a questo si aggiunge che la scuola dell’infanzia, benché sia universalmente riconosciuta come l’ordine di scuola più importante e delicato per gli obiettivi che si propone (acquisizione dell’identità; dell’autonomia; delle competenze; del senso di cittadinanza) non sia ancora obbligatoriaqualche polemica, al pari dell’ accusa xenofoba, potrebbe anche apparire più che giustificata.

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