QUESTA POLEMICA SULLE MAGLIETTE ROSSE E SUI RADICAL CHIC SONO UN BRUTTO SEGNO

DI GIANCARLO GOVERNI

Vi danno fastidio anche le piccole innocue cose che hanno soltanto un significato solidale. Io non ho messo la maglietta rossa perché non ce l’ho (ho soltanto una blusa garibaldina che comprai nei 150 anni dell’Impresa ma non mi pareva il caso). Il Rolex non ce l’ho e non me lo sarei comprato neppure se mi fossero avanzati i soldi, perché lo trovo pacchiano, Il mio orologio è uno swatch da 50 euro a cui ogni tanto cambio la pasticca. A Capalbio non ci sono mai andato, quando vado da quelle parti mi fermo a Orbetello o ad Ansedonia a trovare il mio amico Bruno Giordano. Aggiungo anche che ora mi sto rompendo il cazzo perché manco il diritto alla protesta ci volete riconoscere. E poi a chi mi chiama “radical chic” soltanto perché ho letto qualche (alcune migliaia…. ) libro più di lui, o perché ne ho scritti più di quanto lui ne abbia letti, mi sento libero di dire: vai pure a cagare!

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