MIGRANTI, LA NAVE DICIOTTI E’ A TRAPANI MA SALVINI FERMA LO SBARCO: PRIMA CHIAREZZA

DI CHIARA FARIGU

“In procura c’è un dibattito, io non ho nessuna fretta di farli sbarcare: prima chiarezza”, ha dichiarato Salvini, riferendosi alla nave Diciotti, ferma al porto di Trapani ma senza l’ordine di attracco. A bordo i 67 migranti soccorsi 4 giorni fa dal cargo Vos Thalassa. E’ su alcuni di loro che bisogna far chiarezza, per dirla col ministro dell’Interno, dopo le denunce di aggressioni esposte dagli armatori nei giorni scorsi: “O hanno mentito loro, gli armatori, e allora devono pagare o c’è stata, la violenza e allora i responsabili devono andare in galera”, ha chiosato il ministro, deciso più che mai a mantenere il pugno di ferro.
La nave è dunque giunta a Trapani ma è “in rada”, vale a dire nelle vicinanze, ma non dentro al porto, in attesa che arrivi un ordine di sbarco. Questo impasse è legato alle indagini in corso che cercano di appurare eventuali responsabilità di scafisti e di presunti aggressori nei confronti dell’equipaggio della Vos Thalassa (il mercantile che ha soccorso i migranti quattro al largo della Libia), dopo che i migranti avevano scoperto che la nave, dopo averli salvati, li stava riportando in Libia.
Ordine di sbarco però che Salvini non è intenzionato a dare se prima la Procura non accerta il reale svolgimento dei fatti perché lui, come ha più volte dichiarato, “non ha nessuna voglia di essere preso in giro”.
Questi i fatti. La situazione è in evoluzione, in attesa del riscontro della procura.
Intanto oggi Salvini coi suoi omologhi, il tedesco Seehofer e l’austriaco Kickl, ha raggiunto un accordo per frenare le partenze e gli sbarchi dei migranti in Europa: porti aperti solo a chi fugge da guerre. Un “asse a tre” sulla linea dura, perché tra ‘volenterosi’ ci si intende a meraviglia.

L'immagine può contenere: oceano, acqua e spazio all'aperto