IL PARTY DEL VITALIZIO NELLA DEPRIMENTE REALTA’

DI GERARDO D’AMICO

Non mi fa piacere leggere nè condividere queste descrizioni: mi fanno venire alla mente altri momenti bassi della politica italiana, le feste di Craxi con le vallette, la sfilata della destra di Alemanno con le maschere di animali e vestiti da antichi romani al Campidoglio…

Un teatro ridicolo, più che dell’assurdo.

Definire il “risparmio” di 40 milioni il giorno più importante della legislatura, vuol dire avere come costante paradigma la propaganda, e non i problemi reali del Paese.

Che sono enormi: terzultimi in Europa per spesa scolastica e laureati, la disoccupazione che sarà aiutata da provvedimenti che sulla carta sbandierano l’opposto, primo fra tutti il Ceta, l’accordo di libero scambio con il Canada di cui già ci stiamo avvantaggiando e che potrebbe saltare, se davvero il Parlamento non lo ratificherà.

Facendolo saltare per tutta Europa, visto che basta un solo della UE che si opponga, e non entrerà in vigore per nessun Paese dell’Unione: provocando altro risentimento e diffidenza, in Europa, verso il nostro Paese.

Su che basi, lo sdegnato diniego? Che le mozzarelle del proprio collegio elettorale arrivano rancide ad Ottawa e quindi nessuno le compra? E tutto il resto, dal parmigiano ai prosciutti?

Ah, c’è la spassosa opposizione di Coldiretti alla importazione di grano duro: quello che produciamo in Italia non solo è in gran parte di qualità scadente, ma semplicemente non basta a supportare la produzione di pasta, che esportiamo in tutto il mondo. Come pensano di farla, la pasta, coi grani antichi ripescati nel cassetto di nonno?

A me non fa piacere, da italiano, dover commentare questo disastro: perché in questo disastro vivo anche io, la mia famiglia, qui vorrei fosse il nostro futuro.

Ma è tutto sempre più deprimente, purtroppo.