KYLIAN MBAPPE’ REALIZZA IL SOGNO MONDIALI E LO “CONDIVIDE” DONANDO LA SUA VINCITA IN BENEFICENZA

DI RENATA BUONAIUTO

Ha solo 19 anni Kylian Mbappé, il fuoriclasse che la scorsa estate ha firmato un contratto con il Paris Saint – Germain e che in questi Mondiali 2018, con la maglia numero 10, ha contribuito alla vittoria del suo Paese.
Negli ottavi di finale contro l’Argentina, i suoi due goal e la sua giovane età, gli hanno permesso di vedere il suo nome affiancarsi a quello dell’indimenticabile Pelè, per numero di reti realizzate in un match ad eliminazione diretta, poi durante la finale contro la Croazia, al 65esimo minuto di gioco, porta la squadra alla certezza della vittoria e comprende di essere entrato a pieno titolo nella storia del calcio mondiale.
Mpabbé è nato il 20 Dicembre del 1998 a Bondy, piccola città alla periferia di Parigi, la sua è una famiglia di sportivi, suo padre allena la squadra locale di calcio e sua madre gioca a pallamano. Di origini camerunensi, vive la sua infanzia fra un tiro al pallone e la scuola, a soli 14 anni si fa notare per il suo indiscutibile talento e viene corteggiato da squadre del calibro del Monaco. Realizza nella stagione 2016/2017, 26 goal ed il Paris Saint Germain decide di acquistarlo. Con 180 milioni di euro ed un successivo riscatto Mbappé diventa titolare della squadra ed oggi con la vittoria ai mondiali, il suo ingresso nell’Olimpo dei big è stato definitivamente consacrato.
Ma questo giovane non ha solo un “piede d’oro”, una grande velocità d’azione e la capacità di intuire il gioco dei compagni risultando sempre al posto giusto, nel momento giusto. Mbappé ha anche un cuore speciale, in grado di guardare oltre se stesso e nonostante la giovane età di interessarsi anche a quanti nella vita non sono stati fortunati come lui.
I compensi percepiti per i Mondiali, intende devolverli in beneficenza. Come lui stesso ha dichiarato, non ha bisogno di denaro per giocare in Nazionale. Un gesto generoso il suo, che acquista ancora più valore considerando la sua giovane età. In un periodo in cui l’egoismo, sembra il sentimento più diffuso è bello poter pensare che non per tutti sia così. Mentre noi chiudiamo “porti della speranza” ed urliamo la nostra insofferenza nascosti dietro una rete. Mentre cerchiamo l’appoggio di cittadini esasperati e stanchi per le chiacchiere e le futili promesse reiterate ad ogni cambio della “guardia”. Mentre rafforziamo alleanze con i poteri forti della malavita organizzata, auspicando in questo modo di garantire la sopravvivenza ai vari governi, ci sono giovani, che guardano oltre, che vivono lo sport in maniera sana ed il successo come un bene da condividere.
Una parola “condividere” di sole 10 letterine, che ad uno sguardo distratto potrebbe risultare banale, insignificante ma che invece contiene un senso profondo. La capacità di condividere implica la necessità di aprirsi all’altro, di ascoltare, farsi carico dei problemi, mettersi in gioco con i propri mezzi che siano materiali o anche solo morali. Condividere è una delle prime lezioni che si dovrebbero acquisire in famiglia e poi a scuola e che in qualche modo tutti noi esercitiamo, anche nella vita quotidiana, ma senza riconoscerne il valore, l’importanza, la forza.
Mpabbé ha ritenuto che essere su quel prato verde, affrontare queste grandi emozioni con i suoi compagni fosse un grande regalo, non poteva chiudere lì quest’emozione ma, in qualche modo voleva farla assaporare anche ad altri.
Il mezzo più semplice? “Condividerla” rendendola così infinita.