64° TAORMINA FILM FEST: GUERRITORE, BRESCIA E IL FORFAIT DELLA CUCINOTTA

DI ANDREA GRASSO

18 luglio, Taormina Film Fest: è il quarto giorno della 64° edizione del tradizionale festival dedicato al cinema, che anche quest’anno, per via degli strascichi giudiziari che fino a poche settimane fa ne hanno precluso l’organizzazione, viene proposto in forma ridotta, senza sfruttare la grande cornice del Teatro Antico e con minor affluenza di ospiti e, di conseguenza, di pubblico, nonostante tutti gli incontri e le visioni dei film siano gratuite.

I nomi prestigiosi di questa giornata sono Monica Guerritore e Maria Grazia Cucinotta; ma mentre la prima si presenta puntuale e affronta argomenti come teatro, arte, femminicidio, istruzione e altri importanti temi sociali davanti ad una platea inspiegabilmente ridotta al minimo essenziale, che dà comunque agli estimatori dell’attrice la possibilità di colloquiare con lei in modo amichevole, la seconda dà forfait all’ultimo momento, per motivi non meglio precisati, e rimanda al giorno successivo la sua presenza e di conseguenza la proiezione del suo cortometraggio.

Un gradevole fuori programma è il concerto in terrazza del trio rockabilly protagonista del film Greetings from Austin, che segue la proiezione dello stesso e regala ai presenti un’immersione nelle atmosfere musicali del Texas con la forza di tre soli strumenti: chitarra, contrabbasso e batteria a un solo tamburo.

La prima serata prevede la proiezione contemporanea di due film in due sale diverse: Gotti con John Travolta e Road to the Lemon Grove; vorremmo vedere entrambi ma le scelte organizzative non ce lo consentono e quindi scegliamo il secondo, l’ironica storia della faida tra due famiglie siculo-americane; il protagonista Calogero Contatini (Charly Chiarelli), insegnante universitario di italiano e siciliano, per dare degna sepoltura alle ceneri del padre, affronta un viaggio in Sicilia dove conoscerà il suo idolo, l’attrice Maria Miosogno (Rossella Brescia) che diventerà sua amica e lo aiuterà a sistemare l’annosa diatriba familiare. Il film, di produzione canadese, è molto ironico e pieno di luoghi comuni sui siciliani emigrati in America, diverte e fa riflettere sfruttando una regia molto dinamica, moderna e colorata a cura di Dale Hildebrand. I dialoghi del film sono in tre lingue spesso mischiate fra loro (inglese, italiano e siciliano) e proprio per questo motivo spiace constatare che i sottotitoli, in italiano e in inglese a seconda del dialogo corrispondente, siano infarciti di errori ortografici sicuramente evitabili. Presenti in sala Rossella Brescia insieme ad alcuni attori del cast, che alla fine della proiezione si intrattengono brevemente col poco numeroso pubblico per foto e chiacchiere informali.