CARO SALVINI, DIA RETTA: RITIRI LA QUERELA A SAVIANO

DI LUCIO GIORDANO

Mettiamola così, caro Salvini. Roberto Saviano ha ingaggiato una lotta senza esclusione di colpi nei suoi confronti e per questo l’attacca come un ariete imbufalito. Personalmente non avrei  mai usato quella brutta frase, ministro della Malavita. La trovo assolutamente fuori luogo, esagerata, anche se è una citazione di Gaetano Salvemini che a, sua volta,  la rivolse a Giovanni Giolitti. E’ , senza mezzi termini, una frase pesante,  che non ha senso scrivere, anche se paradossalmente fosse vera. E’ un insulto, una provocazione, una scivolata di stile. Punto.

Però, c’è un però. Non dimentichi che questo clima puzzolente, carico di odio lei, caro Salvini, è stato il primo ad alimentarlo, in tempi non sospetti. Anzi, per dirla tutta, con frasi come ruspa rivolta ai campi Rom, lei ci ha basato un’intera campagna elettorale.  Altrimenti, con il piffero che sarebbe arrivato al 17 per cento. Inutile negarlo. Se lei, infatti,  avesse usato parole edulcorate, nessuno si sarebbe accorto di lei e del suo partito. Lo sappiamo tutti, insomma, e lei per primo, che senza la strategia dell’insulto, adesso il partito di cui è segretario, veleggerebbe tra il 2 e il 3 per cento: à la guerre comme à la guerre , direbbero i francesi.  Lei  ha parlato alla pancia degli italiani, esattamente come  ora sta facendo saviano nei suoi confronti.  Ed è innegabile che tre quarti dei suoi connazionali, sono d’accordo con lo scrittore.

E poi, caro Salvini: cosa le è  saltato in mente tempo fa? Diceva sul serio di voler togliere la scorta a Saviano? Suvvia, nemmeno durante il fascismo accadevano queste cose.   E’ stato quanto meno improvvido, con il suo comportamento. Mi creda.  Ha idea cosa accadrebbe se davvero Saviano venisse assassinato dalla camorra? Ci andrebbe di mezzo lei e gli italiani la considerebbero responsabile dell’omicidio. Dia retta, allora, non sfidi il destino e segua un consiglio d’amico: la smetta di spargere odio, la smetta di esternare su tutto, dalle tagliatelle della signora Pina ai lettini dello stabilimento miramare di Riccione. La smetta. Pensi  piuttosto a realizzare le promesse elettorali come la flat tax, di cui si è persa ormai traccia e  che poi è il motivo per cui quell’italiano e mezzo su dieci l’ha votata. Soprattutto abbassi i toni, e accetti il dissenso, che è il sale della democrazia. Altrimenti Saviano ha ragione a dire che, con lei al governo, Italia rischia di scivolare verso la Russia di Putin, senza avere nemmeno i giacimenti di gas del dittatore di Mosca.

Capisco, in questo modo rischierebbe di perdere voti, tanti voti, ma mi crede se le dico che alla lunga la corda si spezza? Secondo lei, infatti,  quanto può andare avanti con la sua propaganda che mette tutti i giorni contro gli ultimi con i penultimi? Un mese, due mesi, tre mesi. E poi? Ha idea che se continua a combattere il dissenso e ad insultare migranti, Europa, Ong, anche il suo più acceso tifoso finirà per stancarsi e  abbandonarla, come hanno fatto con Renzi? Su, faccia il bravo.

Allora, siamo  d’accordo.Bbasta propaganda, basta insulti, basta violenze verbali. E vedrà che nessuno l’offenderà più. Insomma, , dia retta: ritiri la querela che sembra proprio un dispettuccio infantile. Che poi,  anche su carta intestata del ministero dell’interno l’ha scritta. Via, quello se lo poteva davvero risparmiare, non trova?