E’ POSSIBILE, E’ SUCCESSO CHE UNA BIMBA ROM SIA STATA COLPITA DA UN PROIETTILE DI FUCILE

DI SANDRO MEDICI


Lungo la Via Casilina: non c’è traffico, si scivola leggeri nel mattino ancora fresco. In compagnia del leggendario tram (tranvetto) giallo, che dalla Stazione arriva fino in fondo alla città, chissà dove. Si sfiora il Mandrione amato da Pasolini. Si attraversa la meticcia Torpignattara. Si lambisce Centocelle, quartiere un tempo di partigiani e oggi di spogliarellisti. Si sfiora lo sterminato Parco archeologico, abbandonato da decenni, dove però gli stati maggiori vorrebbero edificare nientemeno che il Pentagono italiano. Si arriva infine all’incrocio di Viale Palmiro Togliatti.
Una trentina di persone, forse quaranta. Stamattina nei pressi del campo rom di Via di Salone, quartiere di Torre Spaccata, VI Municipio. La Cgil ha convocato un presidio di solidarietà. Uno scatto di reattività politica (l’unico in città) per esprimere sconcerto e indignazione. Solo qualche giorno prima una bambina di appena un anno era stata gravemente ferita da un piccolo proiettile nella schiena: ora è in ospedale, in pericolo di vita. Era in braccio alla madre che chiedeva l’elemosina.
Eravamo lì, in quell’angolo rovente sul bordo finale della città, a chiederci come sia possibile imbracciare un fucile, prendere di mira una creaturina e spararle per ucciderla. Eravamo lì a risponderci di sì. E’ possibile. E’ successo. Succede che a Roma ci sono assassini razzisti che grondano odio e girano per la città coltivando e praticando la loro ordinaria e banale malvagità.

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