FINISCE L’ERA MARCHIONNE, IL MANAGER DELLA SVOLTA

DI MARINA POMANTE

L’ex amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, è “ricoverato in terapia intensiva” e le sue condizioni sono “irreversibili”

Sabato un comunicato dello gruppo FCA annunciava che le condizioni di salute di Sergio Marchionne, erano precipitate nelle ultime ore, erano sopraggiunte “Complicazioni inattese” durante la convalescenza postoperatoria.
Una notizia annunciata con massima stima e tristezza da parte dell’amministrazione Fca, esprimendo in una nota: “la vicinanza a Sergio Marchionne e alla sua famiglia, sottolineando lo straordinario contributo umano e
professionale che ha dato alla società in questi anni” e ha deciso di accelerare il processo di transizione per
la carica di Ceo, in atto ormai da mesi e ha nominato Mike Manley amministratore delegato”.
“Louis Carey Camilleri è invece il successore di Marchionne nella carica di amministratore delegato della casa di Maranello, mentre John Elkann è il presidente”.

Finisce dopo 14 anni l’era Marchionne nel gruppo Fiat.

Marchionne un coraggioso rivoluzionario.
Nato a Chieti, il 17 giugno 1952, a 14 anni si è trasferito in Canada in Ontario con la famiglia. Ha doppia nazionalità, italiana e canadese. Laureato in filosofia e in legge all’Università di Toronto e in economia e commercio all’Università di Windsor, dove ha inoltre conseguito il Master in Business Administration.

Sergio Marchionne, è il manager che ha rivoluzionato la Fiat assumendone la guida il 1 giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto Agnelli, guidando in maniera eccellente il profondo rinnovamento della casa automobilistica. Ha avuto l’intuito durante la profonda crisi del 2008 di raccogliere la sfida lanciata da un giovane Obama e un anno dopo ha assorbito l’azienda di Detroit (che era in profonda crisi) e creare la fusione Fiat Chrysler.
La produzione della Fiat, nel 2008, era di poco superiore ai 2 milioni di mezzi, tra auto e veicoli commerciali, mentre adesso l’obiettivo è di chiudere il 2018 con quasi 7 milioni di immatricolazioni, un traguardo che sarebbe stato impensabile senza i marchi Jeep, Ram, Dodge, Chrysler, portati in dote con l’operazione Fca.

La nuova avventura della Casa torinese inizia nel gennaio del 2009 quando, senza versare un euro, viene firmato un accordo preliminare e non vincolante per l’acquisto del 35% del terzo costruttore di Detroit, che all’epoca era detenuto per il 19,9% dalla tedesca Daimler e per il restante 80,1% dal fondo statunitense Cerberus​. Ad aprile, con il coinvolgimento nelle trattative per il perfezionamento dell’operazione dei potenti sindacati americani, si apre per Chrysler il ‘Chapter 11′, una procedura che, con la regia dell’amministrazione Usa guidata da Barack Obama, porta a una “bancarotta guidata” di Chrysler, che spalanca le porte all’ingresso definitivo di Fiat. E’ a maggio infatti che Marchionne annuncerà che diventerà l’ad anche di Chrysler e a novembre presenterà un nuovo piano industriale nel quale è previsto per Chrysler il lancio di 16 nuovi modelli.Sergio Marchionne, ha ricoperto ruoli importanti al gruppo Fiat: è stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy e Presidente e amministratore delegato di FCA US; è stato anche Presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che Presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A.. Era inoltre vicepresidente di Exor S.p.A. e membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli. È stato eletto Presidente del c.d.a. dell’ACEA per l’anno 2012. È inoltre membro del c.d.a. del Peterson Institute for International Economics e co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

In Canada ha svolto le sue prime esperienze professionali. Dal 1983 al 1985 ha lavorato alla Deloitte Touche e, dal 1985 al 1988, presso il Lawson Mardon Group di Toronto.
Dal 1989 al 1990 ha ricoperto la carica di Executive Vice President della Glenex Industries. Dal 1990 al 1992 è stato Chief Financial Officer alla Acklands. Sempre a Toronto, nel periodo tra il 1992 e il 1994, ha ricoperto la carica di Vice President per lo sviluppo legale e aziendale e di Chief Financial Officer al Lawson Mardon Group. Nel 1994 torna in Europa e inizia a ricoprire incarichi di crescente responsabilità all’interno di Algroup, con sede a Zurigo, fino a diventarne amministratore delegato. In seguito ha guidato il Lonza Group in veste di amministratore delegato prima (2000-2001) e di presidente poi (2002).

Nel febbraio del 2002 è stato nominato amministratore delegato del Gruppo Sgs di Ginevra.
Nel marzo del 2006 è stato eletto presidente della società, incarico che mantiene tutt’ora. Dal 2008 fino ad aprile 2010 ha ricoperto la carica di vicepresidente non esecutivo e senior independent director della banca svizzera Ubs.

Dal maggio del 2003 è stato consigliere di amministrazione di Fiat, diventandone amministratore delegato il primo giugno 2004.
A giugno 2009, inoltre, è diventato amministratore delegato di Chrysler Group (che nel dicembre 2014 ha cambiato la denominazione in Fca US), carica a cui nel settembre del 2011 ha aggiunto quella di presidente. Dal 13 ottobre 2014 è amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles e presidente di Ferrari. A maggio 2010 è entrato a far parte del cda (e nel maggio 2015 è stato nominato vice presidente non esecutivo) di Exor. Ricopre, inoltre, dal settembre 2013, la carica di Presidente di Cnh Industrial.

La controversa vicenda di Termini Imerese
Nella gestione Marchionne, in Fiat si sono contati stabilimenti FIAT da chiudere o comunque, ridimensionare. Tra questi il più noto è quello di Termini Imerese in Sicilia, dove erano occupati circa 2.000 dipendenti.
Ad inizio anno 2010, sulla questione della chiusura dello stabilimento, ci fu un aspro dibattito tra i vertici della Fiat e il Governo italiano, in merito sia all’opportunità di tenere aperto lo stabilimento siciliano sia agli incentivi statali al settore auto. Inutile sottolineare quanto la vicenda abbia irritato gli animi degli operai.

È membro, infine, del consiglio di amministrazione di Philip Morris International, del Peterson Institute for International Economics, dell`International Council di J.P. Morgan e presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Andrà a sostituire Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari N.V. e Ferrari S.p.A. dal 13 ottobre 2014

Figlio di Concezio, un maresciallo dei carabinieri nato a Cugnoli in Abruzzo, mandato negli anni trenta in Istria, regione passata dall’Austria-Ungheria all’Italia dopo la prima guerra mondiale. Il padre di Sergio Marchionne, vi prestò servizio fino al termine della seconda guerra mondiale quando la regione passò alla Jugoslavia. Qui incontrò la futura moglie, Maria Zuccon, veneto-dalmata.
Durante la guerra la famiglia della madre di Marchionne, fu colpita da due episodi luttuosi, a causa dello scontro etnico tra italiani e slavi che da anni ormai interessava quella regione di confine.
Nel settembre del 1943 il nonno, Giacomo Zuccon, fu sequestrato e gettato in una foiba da partigiani di Tito (i suoi resti saranno recuperati dai Vigili del Fuoco successivamente assieme ad altri, nella foiba di Terli e riconosciuti dall’altra figlia Anna). Poco tempo dopo, anche lo zio Giuseppe, fratello della madre, mentre era alla ricerca del padre di cui non si avevano più notizie, fu vittima di un rastrellamento dei militari tedeschi che, lo scambiarono per un partigiano o disertore, e lo fucilarono.

Dopo i lutti della famiglia e anche a causa dell’occupazione dell’intera regione da parte delle milizie jugoslave, i genitori di Sergio ripararono presso i familiari di Concezio a Chieti, dove subito dopo si sposarono.

Le scelte industriali di Marchionne sono state più volte ed in più occasioni contestate ed è accusato dal mondo operaio di scarsa attenzione verso questi, prefiggendosi unicamente il raggiungimento di una sempre maggiore stabilità e crescita economica dell’azienda che amministra.
Marchionne è domiciliato in Svizzera, precisamente nel Canton Zugo, ma abita a Blonay, nel Canton Vaud.
È stato molto criticato perché non paga le tasse in Italia. Nel 2012 è risultato essere il manager più pagato in Italia, tra le società italiane allora quotate in Piazza Affari (come A.D. di Fiat S.p.A. e Presidente di Fiat Industrial) con compensi monetari per 7,4 milioni di euro e azioni gratuite (stock grant) assegnate all’inizio del 2012 in base al piano di incentivazione 2009-2011, che il giorno dell’assegnazione valevano 40,7 milioni. Per la carica di A.D. dell’allora Chrysler non ha percepito alcun compenso.

In queste che appaiono essere le ultime ore di Marchionne, da tutto il Mondo arrivano messaggi di riconoscimento all’opera di attività manageriale da lui svolta con successo.
Dagli Usa, arrivano ringraziamenti per aver salvato la Chrysler dalla crisi.
La Frankfurter Allgemeine Zeitung apre la sezione economia sottolineando l’apporto dato alla Ferrari: “Il manager italo-canadese Marchionne ha anche guidato finora le fortune della Ferrari”.
El Pais sempre nella sezione economia: “Marchionne lascia la direzione del gruppo Fiat Chrysler e Ferrari a causa di una malattia”.
Fino al Wall Street Journal che apre proprio con la notizia dell’ex ad di casa Fiat.

Messaggi anche dagli esponenti della politica italiana e dal mondo dell’economia, tutti concordi nel riconoscere il valore e l’abilità di Sergio Marchionne.