NEL SEGNO DEL CANCRO. LA VIRTU’ DEL SILENZIO

DI ALBERTO TAROZZI

Nel segno del cancro. Non ce n’è uno, su Fb che rinunci a dire la sua su Marchionne, ma anche su Franco Grillini e i suoi problemi a curarsi in seguito al taglio dei vitalizi.
Il confine tra la vita e la morte, quello tra salute e malattia, viene attraversato impunemente. Il dolore, esperienza privata e incomunicabile, viene esposto al pubblico giudizio, dando luogo a sotterranei referendum telematici.
Mai conosciuto Marchionne. Conosciuto Grillini da quarant’anni, quando le“sue” assemblee a Magistero erano rivolte a coloro che i bidelli definivano “uomini sessuali”.
Ora vorrei conoscere il diffondersi della virtù del silenzio, perché solo il silenzio aiuta nell’ascolto delle lagrime e delle grida, che ci aprono, solo per un attimo, le porte che noi, abitanti del mondo dei sani e dei vivi, non vorremmo mai valicare.
Continueremo a non capire, a esprimere giudizi che appartengono all’al di qua della vita che non può capire la morte, della salute che non può capire la sofferenza.
Come se il confine che ci separa ci consentisse di parlare di loro come se parlassimo di noi.
Ragionevoli, secondo la nostra ragione, sensibili, secondo la nostra sensibilità. benevoli o malevoli, secondo la nostra benevolenza o malevolenza. Soprattutto impotenti, incapaci di capire, nel presente altrui, il nostro futuro.