ANCORA UNA VOLTA LA TERRA DEI FUOCHI BRUCIA ANCORA

DI LUCA SOLDI

 

 

C’è un popolo allo stremo delle forze, è quello delle Terre dei Fuochi, del casertano, di Caivano che ancora una volta viene raccontato come vittima sacrificale di una politica, di una giustizia incapace di fare fronte ad una delle grandi emergenze del Paese che in realtà è la solita storia di vita quotidiana È di queste ore la cronaca di un incendio gigantesco divampato in un centro di stoccaggio e smaltimento di materiale di imballaggio carta e plastica. Il deposito fa parte del gruppo De Gennaro ed è uno dei più grandi impianti di raccolta rifiuti più grandi del Meridione, situato nella zona industriale di Pascarola, a Caivano, nell’area nord di Napoli.
Le immagini che arrivano ci fanno sembrare quel rogo ambientato sulla costa greca ma in realtà presto si comprende che ci troviamo in uno dei territori più umiliati del nostro Paese.
Lo hanno denunciato associazioni e persone che da anni si muovono per svegliare le coscienze
Lo hanno fatto le mamme di quelle terre che hanno visto soccombere i loro figli, i loro bambini ingoiati che mali impronunziabili che hanno divorato esistenze e speranze
Lo ha fatto con tutto se stesso padre Maurizio Patriciello che ha cercato di guidare un riscatto dalla morte e dalla prevaricazione.
É così anche oggi una colonna di fumo nero e denso, acre si è alzata in cielo a monito dell’egoismo umano.
Una colonna visibile a decine di chilometri. “Il rischio è di un nuovo disastro ambientale è altissima e anche la possibilità che si tratti di un incendio di natura dolosa – ha dichiarato un consigliere regionale, Emilio Borrelli – Per questo chiediamo subito alla magistratura di intervenire per capire cosa può aver generato un simili rogo che ha generato una colonna di fumo altissimo e nero che rende l’aria irrespirabile a distanza di chilometri. Si tratta di una nuova tragedia ambientale che segue a poca distanza quella di San Vitaliano e che pone domande inquietanti sui sistemi di sicurezza di questi impianti che lavorano i rifiuti” Sul posto per spengere le ecoballe, sono arrivate 4 autobotti dei vigili del fuoco, i carabinieri e il personale dell’Arpac, resteranno lì fino allo stremo delle forze.
Tutti immersi in quell’odore nauseante e malefico che di nuovo avvolge uomini, donne e bambini di quelle povere terre pubblica Luca Soldi