I 50 ANNI DELLA CUCINOTTA

DI ALBERTO EVANGELISTI

Guardando Maria Grazia Cucinotta nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, si ha netta la sensazione di trovarsi di fronte ad una diva, di quelle che il nostro cinema ci aveva abituato ad avere e che, guardandosi intorno oggi, sono sempre più rare.

I requisiti in effetti ci sono tutti: una bellezza tipicamente mediterranea che pare incrementare fascino anno dopo anno, rendendola senza dubbio una delle donne più belle del mondo; la trentennale carriera nel mondo dello spettacolo, iniziata con la partecipazione a Miss Italia, conclusasi al terzo posto e proseguita con una fortunatissima attività di attrice che l’ha vista partecipare a più di quaranta produzioni cinematografiche, oltre a quelle televisive e teatrali.

La ricordiamo nel capolavoro di Massimo Troisi, “Il Postino”, al fianco di registi di successo come l’ esordiente Pieraccioni de “I Laureati” o Woody Allen. Fa anche parte dell’esclusivo e ristretto club delle Bond Girls grazie alla partecipazione nel prologo di “Il mondo non basta”, esperienza che l’attrice ricorda spesso come una delle più divertenti della propria carriera.

Insomma, sarebbero sufficienti le note biografiche e gli aspetti più glamour, per attribuire alla Cucinotta un ruolo significativo nel panorama artistico Italiano. Ma Maria Grazia Cucinotta, alla soglia dei sui 50 anni, non può essere definita semplicemente come una attrice di successo.

Sono infatti tantissime le attività in cui è coinvolta. Da quelle comunque collegate al mondo dello spettacolo, come le esperienze da produttrice o da regista, a quelle di impegno civile, in particolar modo con una forte attività di promozione ed informazione in contrasto ai tumori al seno e in supporto della lotta alla violenza sulle donne, argomento su cui ha fondato la fondazione l’associazione ‘Vite senza paura’.

In una intervista rilasciata a Repubblica, Maria Grazia Cucinotta spiega come, per una ragazza arrivata senza avere niente, tranne una forte determinazione a farcela, esista un grande vantaggio perché “quando non hai niente da perdere hai una forza incredibile”.

E di forza ne è servita certamente molta per sfuggire al cliché della bella donna, utile a fare semplicemente presenza: “Oggi, arrivata a 50 anni, dopo anni di torture, so che la produzione è una cosa meravigliosa. Sei sola e sei donna: non voglio fare la vittima perché non lo sono, ma in America è normale. In Italia invece sei rimasta quella che faceva la valletta per Arbore, che ha avuto la fortuna di fare Il postino con Massimo Troisi, e che si è permessa di fare produzione e anche la regia”.

In questo periodo la Cucinotta porta avanti, fra l’altro, con impegno numerosi progetti che la vedono impegnata in Cina, nazione con cui ha maturato negli ultimi anni un forte legame, tentando di costruire con quella parte di mondo un ponte culturale e cinematografico strutturato.

Una vita piena, in cui la famiglia, il marito e la figlia sedicenne, rivestono un ruolo primario e che, sentendo la stessa Cucinotta, è stata possibile soprattutto grazie alla maturazione ed alla sicurezza che negli anni ha raggiunto, prima di tutto slegando la propria concezione di se dal mero aspetto fisico a cui, oggi, dichiara dare scarsissima importanza.

Sempre nell’intervista a Repubblica, in merito al proprio dato anagrafico commenta: “50 anni devi solo essere felice. Una volta che hai imparato a conoscerti e sai cosa vuoi, lo dico alle altre cinquantenni, niente può farci paura”.

E’ probabilmente proprio nell’ottica del “nulla ci spaventa” che, fra i progetti a breve termine, annuncia una web serie per i ragazzi, insieme alla sceneggiatrice Paola Boschi, per avvicinare le nuove generazioni alle produzioni italiane.

In attesa di vedere dove riuscirà ad arrivare grazie alla sua voglia di sperimentare e affrontare sfide sempre nuove, non possiamo che farle i migliori auguri per questi primi, splendidi, 50 anni.