SI AVVICINA LA NOTTE DELLA LUNA ROSSA

DI GIOVANNA MULAS

Si avvicina la notte della luna rossa, pure detta ‘luna di sangue’ dalle brujas, le mie sorelle streghe bianche. Notte in cui Marte e la luna diverranno fonti di unica, potente energia, fomentata dall’eclisse. So che avrebbero danzato a cerchio, le sacerdotesse della luna, saltando e cantando nella lingua delle mie Genti, i popoli del mare,
forse accoppiandosi oppure no, comunque eccitate e pure, nude, nella radura o a pochi passi da questa schiuma che ogni giorno ci partorisce ancora e ancora;  pronte a raccogliere erbe o a lasciarsi penetrare da onde dorate e troppo calme, troppo silenti. E’ in queste lunghe notti che l’odore di mirto e timo frusta i sensi, annebbia la mente; ogni ragione di essere non è più.
Neppure un passero avviserete cantare; cesserà il vento e, se sarà, anche la pioggia: tratterranno il respiro, assieme a questa terra mia arida, chini dinanzi al nuovo miracolo di Madre; lì, magnanima,
per permettere di unire la carne a quel Tutto già in noi -piccoli,inconsapevoli,troppo umani-, e da sempre.
Il Generale Angelino Usai, primo storiografo d’Ogliastra, mio prozio, scrisse nel suo saggio ‘Baunei’ (1968) della figura di Maria, strega nel villaggio di Eltili, distrutto secondo lo storico Vittorio Angius “…dalle crudeli inimicizie tra gli abitanti ed una grave pestilenza”.
Le prime citazioni del villaggio, quindi di Maria, risalgono al XIV secolo, in un manoscritto pubblicato da M.P. Boforul si racconta di una donna “venuta dal mare”, unica sopravvissuta alla pestilenza.
Dunque la nostra Maria, essendo divenuta padrona assoluta “per consuetudine non scritta ma con valore di legge” dei beni già appartenuti ai defunti del suo villaggio, un giorno, stanca di governare un paese abitato da scheletri umani insepolti, corvi e animali randagi, decise di recarsi a dorso di cavallo ad Urzulei per donare tutto a quel paese in cambio di una capra, un orto e una casa dove trascorrere la vecchiaia.
Questa figura di donna, già di prima lettura, mi affascinò oltre misura. A lei m’ispirai nell’ abbozzare il personaggio di Aradia in ‘Nessuno doveva Sapere, Nessuno doveva Sentire’.
Ma come poteva aver vissuto mi dicevo, come poteva aver amato e sofferto, gridato alla luna questa zingara del mare?
Pensavo a Maria e pensavo, curiosamente, a mia nonna: lei coi suoi sogni premonitori e i morti sempre vivi, il suo legame quasi morboso con la Natura, lo stesso mio.
Qualche anno fa, durante uno scambio epistolare con l’amico regista e sceneggiatore babilonese Haydir Majeed, è nata la mia Qamar di ‘Agualuna’.
Ma Maria-Qamar era già viva, già respirava, già parlava.
Esistono persone in grado di controllare il proprio destino, la vita e la morte…E si avvicina la luna rossa, amici e compagni di cammini…
tutte in noi e con noi, le antiche brujas come le nuove, per cantare e ringraziare, di stesso canto, questa Terra che ci è Madre, troppe volte rinnegata dall’ignoranza, dal pregiudizio.
A chent’annos e prus: buona Luna di sangue, Amici e fratelli di cammini.