ASPETTANDO L’ECLISSI

DI LUCA BILLI

C’è stato un tempo – molto lontano – in cui le donne e gli uomini guardavano la luna con venerata gratitudine, ne conoscevano i movimenti nel cielo, sapevano che per alcune notti sarebbe cresciuta fino a diventare piena e che nelle notti successive sarebbe calata, fino a sparire. Ma anche quando non la vedevano, non avevano paura, perché erano sicuri che il ciclo sarebbe ricominciato. Così nei tempi antichi le donne e gli uomini misuravano il trascorrere del tempo. E sapevano anche che quei movimenti così regolari influivano sulla natura, sul mare, sulle piante e sugli animali, e anche sui loro corpi. Le donne sentivano che, come la luna, anche loro subivano dei cicli regolari e che questi cicli erano fondamentali per la loro specie. E per questo in quel tempo le donne comandavano sugli uomini, perché avevano un legame con la luna che nessun uomo avrebbe mai potuto avere.

Ma c’erano dei momenti – rari per fortuna, ma imprevedibili – in cui la luna spariva: improvvisamente. Certo era sempre tornata al suo posto nel cielo, ma le donne e gli uomini non potevano essere certi che dopo un’eclissi la luna sarebbe tornata. Immaginarono che da qualche parte del mondo ci fossero dei mostri capaci di rubare la luna, capaci di trascinarla giù. L’avevano sempre liberata, ma se quella volta non fosse stato così? Per questo cominciarono a far ogni sorta di rumore durante un’eclissi, a urlare, a sbattere pietre e bastoni, perché quel fragore avrebbe dovuto disturbare i mostri che avevano rubato la luna.

Molto tempo dopo dal momento in cui i maschi presero il sopravvento e cominciarono a calcolare il tempo seguendo il corso del sole, un saggio di Mileto, Talete, capì che quei fenomeni erano prevedibili – e così riuscì a prevedere l’eclissi di sole del 585 a. C. – perché erano legati alla rotazione degli astri nel cielo. E infatti Talete è, secondo la tradizione, il primo filosofo, è suo il primo nome che incontriamo nei manuali di filosofia dei licei. Talete era un uomo che aveva molto viaggiato, aveva appreso le leggi dell’astronomia in Egitto e sempre in quel paese, osservando le piramidi, aveva imparato la geometria, e infatti i suoi teoremi riguardano i triangoli. Con Talete comincia un’altra storia, anche se gli uomini continuavano ad avere paura delle eclissi e cominciarono a dire che non erano mostri quelli che rubavano la luna, ma donne misteriose, come se queste volessero riprendersi il potere, che invece gli uomini avevano loro sottratto.

Noi abbiamo compiuto quel viaggio iniziato da Talete, siamo i figli degli uomini che hanno camminato sulla luna. Abbiamo smesso di guardarla, non sappiamo più quando cresce e quando cala. Abbiamo sentito i nostri nonni dire che avrebbero aspettato la luna per imbottigliare il vino e le nostre nonne prevedere, seguendo le fasi lunari, i parti delle loro figlie e delle loro nipoti. Noi compriamo il vino al supermercato e i nostri figli li “tiriamo fuori” quando decidiamo noi, magari perché abbiamo bisogno di liberare una camera in ospedale. Osserviamo l’eclissi un po’ annoiati: abbiamo già visto i documentari e sappiamo che tornerà, nessuno l’ha rubata. Per convincerci a guardare questa eclissi hanno dovuto dirci che sarà la più lunga del secolo, e poi non ci sono partite di calcio. L’unica cosa che è rimasta proprio uguale è che se dobbiamo trovare un colpevole immaginiamo sia una donna.