CASA DELLE DONNE. L’ACCANIMENTO POLITICO DEI 5 STELLE

DI SANDRO MEDICI

Che ci sia un intento persecutorio verso la Casa internazionale delle donne, credo sia ormai più che evidente. L’accanimento politico dei cinquestelle contro una delle più prestigiose e riconosciute attività socio-culturali che agiscono a Roma riguarda più le patologie gastro-intestinali, che le procedure istituzionali. Non stiamo più assistendo a un contenzioso amministrativo, ma a un susseguirsi di rigurgiti rancorosi che spargono acidità e veleni. Le brave donne che conducono la trattativa per conto del Comune sembrano animate da quel classico risentimento che la mediocrità sviluppa nei confronti dell’eccellenza, spinte dalla bramosia assassina di veder finalmente liquidata la causa della loro annosa e dolorosa invidia.
Queste brave donne non si sono limitate a rigettare sdegnosamente tutte le ragionate controdeduzioni della Casa internazionale, ma hanno anche annunciato che revocheranno la convenzione comunale, per impedire lo svolgimento di tutte le attività di servizio che da anni e anni connotano positivamente questa esperienza. Ovviamente, come fanno i vili e gli infingardi (e anche gli inetti), adducendo motivazioni sovraordinate, di tipo tecnico-giuridico, e non assumendosene la responsabilità politica. Ma il precipitato è che dopo l’ingiunzione di sfratto, si passerà presto al definitivo blocco di ogni e qualsiasi iniziativa all’interno del complesso del Buon Pastore.
Sgombero dello sportello anti-violenza di Tor Bella Monaca, neutralizzazione delle attività della Casa internazionale, ricatto permanente nei confronti del centro di accoglienza di Lucha y Siesta, oltre a sfratti e chiusure di altri servizi gestiti da associazioni femministe. E c’è ancora chi si chiede qual è a Roma la politica a sostegno dei diritti delle donne.