HO VOTATO PER I 5 STELLE: SPERAVO NEL CAMBIAMENTO. MA SONO DELUSA

 DI CHIARA FARIGU

Ho creduto nel cambiamento. Ho votato per il cambiamento, come la stragrande maggioranza degli insegnanti schifati dal PD. Mi sono voluta illudere che, dopo le porcate subite, il cambiamento sarebbe stato possibile. Perché indispensabile come l’aria, l’acqua il cibo.

Ma di cambiamento, manco l’ombra. Per la scuola, a parte l’eliminazione della chiamata diretta, a costo zero, tutto è come prima. Eppure si è tuonato a lungo per l’abrogazione dell’odiata #buonascuola. E’ stato uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati, al pari del reddito di cittadinanza e dell’abrogazione della fornero. Niente, procede tutto come prima. Se possibile, peggio di prima. Del resto è stato evidente fin da subito con la nomina di un simpatizzante lega a Viale Trastevere. Che dire dei fondi che si continuano a voler elargire alle scuole paritarie o di ‘vomitevoli’ emendamenti per rendere obbligatori la presenza del crocifisso nelle aule? In uno Stato laico, come il nostro. Niente contro il crocifisso, per carità, comunque simbolo della nostra cultura cristiana, ma sono questi i problemi della scuola italiana?

“Lasciamoli lavorare” continuano a dire gli irriducibili. Ma più lavorano e più si spostano da quelli che erano gli obiettivi per i quali gli elettori hanno dato loro fiducia. Sono stata a guardare, fiduciosa nel cambiamento che prima o poi sarebbe arrivato. Tempo scaduto. Non arriva. La fiducia dapprima scricchiolante, si sta esaurendo del tutto.
A chi sostiene che questo era il solo governo possibile, visto il risultato del 4 marzo, rispondo, BALLE!
C’era l’alternativa: tornare al voto. Allearsi giusto il tempo per cambiare la legge elettorale e tornare al voto il prima possibile. Ma allearsi con Salvini, cui prodest? Quel che preoccupa è che sembrano sentirsi a loro agio in questo guazzabuglio. Io un giorno sì e l’altro pure, rabbrividisco.

Il caso Mura, il deputato assenteista, un’altra perla. Espulso dal M5S, dopo lo sputtanamento mediatico, è passato al gruppo misto. Quindi ora potrà continuare, indisturbato a veleggiare lungo le coste sarde, e, dulcis in fundo, a mantenere integra l’indennità parlamentare. Un guadagno per lui essere stato scaricato dai pentastellati. Ma loro, non hanno nulla da rimproverarsi? E da correggere nel sistema di reclutamento dei loro futuri candidati? Non basta essere espulsi dal partito di appartenenza. Chi è indegno perché assenteista, va espulso dal Palazzo perché offende le istituzioni e i cittadini che gli hanno affidato un mandato. Non si fa forse così coi furbetti del cartellino?
Nessun vento nuovo. Inutile volersi ostinare a sostenere il contrario. C’è chi sostiene che forse arriveremo a rimpiangere l’odiato renzi. Questo no. Lui è irrimpiangibile. Ma di certo più di qualcuno si sta già mordendo le mani per quella croce apposta il 4 marzo. Io, una di loro.