IL CETO MEDIO, I PANDA E LE PANDA

DI MASSIMO RIBAUDO

Non sarà Salvini a creare problemi a Roberto Saviano (penso che verrà prosciolto dalla stupida accusa del leghista). I veri problemi di Saviano nascono dalla sua frequentazione con Massimo Gramellini, tipico esempio di gazzettiere del nulla che vive ancora nella Torino liberale preunitaria, dove spera di intervistare Camillo Benso. Gramellini è un panda in estinzione, e auguriamoci che non lo diventi anche Saviano.

Proprio Gramellini ha offerto il peggior ricordo di Sergio Marchionne attribuendogli, post mortem, la più stupida delle battute: “Ma se scompare il ceto medio, chi comprerà le Panda”? Pur di dire che ha incontrato Marchionne ha parafrasato, male, un motto di Gianni Agnelli degli anni ’80.

Il ceto medio – i non poveri e i non ricchi – non è affatto scomparso, anzi si è, secondo me, anche allargato come base sociale, ma, poichè gli stipendi, soprattutto per colpa dei finanzieri (redditieri) come gli Agnelli, non si sono alzati per oltre venti anni, è un ceto medio con le pezze al culo, frustrato, incattivito e sempre più ignorante: ma non per sue colpe, appunto.

Si sono ridotte le risorse di tempo e denaro e si è quindi ridotta la capacità della componente maggioritaria della società di evolversi.

Il ceto medio lavora, commercia, produce: è il motore operativo di una civiltà. Il ceto medio fa famiglia e ha conti in banca, è quello che paga le tasse, o paga i commercialisti e gli avvocati per evitarle. Per cosa? Per una Panda? Non ci siamo proprio, Gramellini. .

Il punto è che il ceto medio desiderava le Mercedes, le Audi, le BMW e i giornali, i partiti e le scuole progressiste propagandate dai liberali borghesi come Gramellini gliele avevano pure promesse, ma gli interessi sulle rate sono aumentati troppo, rispetto alla capacità di pagarle, quelle rate. E adesso il ceto medio vota M5s e Lega per vendetta, come votò per vendetta il Partito Nazionale Fascista. Così arriverà, come sempre, al punto che non potrà comprarsi neppure una Panda.