DELUSIONE A 5 STELLE

DI LUCIO GIORDANO

In molti ci hanno provato a difenderli.  Seppur timidamente qualcuno ci prova ancora, quantomeno per quel che hanno rappresentato in questi anni. Senza dubbio, hanno loro concesso  una legittima apertura di credito. Ma la realtà è che i 5 stelle si stanno rivelando un’autentica delusione della politica italiana. E ciò nonostante i sondaggi che, per quanto valgano,  li danno ancora al 30 per cento. Esattamente come l’alleato di governo della Lega nord, per il quale il calcolo è più semplice. Ramazzato il 4 per cento dei Fratelli d’Italia, ramazzato un 7- 8 per cento di Forza Italia, partiti che sparirebbero a percentuali da prefisso telefonico,  il gruppo di Salvini arriva facilmente al 29-30 per cento,  proprio a danno degli altri due alleati elettorali. Nessuno sfondamento fuori dai confini della destra radicale, come sostengono in molti, dunque. Anzi. Si può dire che il momento migliore del segretario della Lega sia già alle spalle. Rom, migranti, legittima difesa. Salvini, le sue cartucce le ha sparate tutte. E mai immagine scritta appare più indovinata, con quello che sta accadendo in Italia negli ultimi giorni.  La sovraesposizione di questa campagna elettorale permanente finirà però di sicuro  per far commettere al segretario della lega un errore madornale, che lo spazzerà via in tempi brevissimi.

Intanto però a dare le carte, finora, è stato lui, Matteo Salvini appunto. Movimento in assoluto silenzio, di fronte alle politiche reazionarie leghiste. Spesso addirittura consenziente. Proprio per questo, la delusione nei confronti dei  5 stelle è ancora più forte. Un partito che si presentava come anti-sistema si sta rivelando integratissimo al sistema. Va a caccia di poltrone, come un qualsiasi  vecchio gruppo parlamentare della prima repubblica. E fa emergere, almeno da parte dei suoi dirigenti,  l’anima più populista e di destra, a dispetto di una base frequentata a lungo da ex elettori di sinistra.

Si, inutile negarlo: quello che appare  è davvero un movimento che insegue, muto, il frenetico attivismo della propaganda leghista, come se dietro ci fosse un accordo, frutto di intese e strizzate d’occhio. Tre anni, secondo chi è addentro alle stanze dei 5 stelle. Da tanto sembra che Salvini e Di Maio si stiano annusando per trovare un accordo politico. In effetti, le sovrapposizioni ideologiche sono sempre più evidenti. Allarmanti. Al punto che a volte, quando parlano,  quasi non riesci a distinguere più un dirigente leghista da uno grillino. E sì che agli esordi, alla nascita del Movimento, le differenze tra i due partiti erano nettissime. Al razzismo, per molti addirittura al fascismo del partito di Salvini, i 5 stelle contropponevano una politica in difesa dei cittadini, contro le diseguaglianze. E poi politiche pro ambiente, politiche in favore degli ultimi, politiche sul lavoro garantito. Se lo domandano in tanti: cosa è rimasto di tutto questo? Niente, a quanto pare. Mo’ Vi  Mento è la battuta che circola da qualche tempo.

In due mesi di governo, inginocchiati alla propaganda leghista, i 5 stelle sono rimasti praticamente  immobili. Delle promesse elettorali non c’è traccia. Reddito di cittadinanza, ad esempio: sparito dai radar. Certo, qualcuno potrà dire che anche i leghisti sono a secco. La flat tax: non pervenuta. La pace fiscale, per molti una grande presa per il culo. L’azzeramento della riforma Fornero, peggio che andar di notte. Insomma, la politica tutta chiacchiere e distintivo di Salvini ha portato solo ad un inasprimento sociale, ad un’atmosfera da medioevo. Odio che chiama odio, violenza che chiama altrettanta violenza. Fateci caso: senza nemmeno accorgercene, stiamo vivendo un clima da guerra civile, che poi  a ben vedere era, nitido, l’ obiettivo dell’estrema destra sovranista mondiale. E soprattutto era l’obiettivo  della destra che conta, quella  della finanza e della grande industria. Destabilizzare l’Italia. A questo puntavano i poteri forti. Dai quali ,  secondo molti , il partito di Salvini prende ordini. In effetti: quando  i 5 stelle provano a bloccare la Tav, contro cui tutta la Val di Susa ha votato in massa il Movimento, guardate qual è la reazione della Lega. Si deve andare avanti, punto. Badate bene: si deve. Ballano troppi interessi degli imprenditori del nord e non solo, per lasciar correre.

La domanda a questo punto è: Gli elettori dei 5 stelle volevano questo quando chiedevano il famoso cambiamento? Volevano che il loro partito sposasse politiche di destra come un Renzi qualsiasi? Sognavano davvero di allearsi con un partito razzista? Che poi, a pensarci bene,  è questa la cazzata regina del partito di Di Maio: fare il governo con la Lega. Sarebbe stato meglio restare all’opposizione, fidatevi.  Riempirsi la bocca di paroloni ad effetto, ora  non serve a granchè. Rivoluzione culturale, esclama Di Maio. Ma dove, quando. Qui siamo in piena restaurazione, altro che terza repubblica, altro che governo del cambiamento.  Ecco perchè, a conti fatti, quando i grillini insistevano a voler negare l’esistenza di una destra e di una sinistra, erano in molti a storcere la bocca. Mai come adesso destra e sinistra sono termini ideologicamente attuali. Moderni. Marcano la differenza, uno stile di vita, un modo di pensare. E gli effetti nefasti di un simile cammino, si vedono tutti. Una buona metà di elettori a 5 stelle si sente spaesata. Se si dovesse tornare alle urne, quanti sarebbero disposti a votare ancora il Movimento? Perchè tanto, tra la copia e l’originale, la gente sceglie invariabilmente  l’originale. E se devi votare destra, tanto vale votare Lega.

Due mesi. Sembrano pochi per dare giudizi definitivi. Sono invece tantissimi. Sono stati troppi gli inciampi dei 5 stelle, per far finta di niente. Più passano i giorni e più nitida appare la fisionomia imposta al partito dai dirigenti a 5 stelle. Correttivi  per non imitare lo stesso destino dell’Uomo qualunque di Giannini? Uno: cambiare rotta. Subito. Smettere di inseguire la destra leghista, smettere di cadere nelle trappole che lo spin doctor di Salvini ha disseminato  lungo tutto il percorso di governo. Altrimenti saranno in molti a considerare il Movimento corresponsabile di una politica vacua che ha portato in poche settimane ad una spaccatura sociale devastante. Nessuno rimpiange Berlusconi, Monti, Renzi, sia ben chiaro. Ma tra coloro i quali il 4 marzo  hanno votato  con fede ed entusiasmo i 5 stelle, monta il disagio. Se poi questo disagio  si trasformasse in rabbia, sarebbero in molti a intimare a loro e  a Salvini : ‘andate via, andate via, andate via’.