VATTENE VIA, VATTENE VIA, VATTENE VIA

DI LUCIO GIORDANO

Poche ore prima che venisse diffusa la notizia della morte del cittadino marocchino di 43 anni ad Aprilia, il ministro dell’interno Matteo Salvini aveva minimizzato l’emergenza razzismo, definendola un’invenzione della sinistra. Bene, quello che è capitato domenica  in provincia di Latina, fa capire con totale chiarezza che l’emergenza esiste ed è assolutamente seria. E che non c’è nessuna invenzione. Anzi.

Certo, saranno gli inquirenti a stabilire le cause del decesso dell’uomo. La dinamica è ancora avvolta nella nebbia. “Erano le due di notte quando un residente della zona di via Guardapasso segnalava al 112 dei carabinieri che una Renault Megane sospetta con targa straniera e alcune persone a bordo, si stava aggirando da quelle parti. Seguivano altre telefonate al 112 per segnalare gli spostamenti della vettura che era fuggita dopo aver capito di essere oggetto di attenzione da parte dei residenti”. Questo è ciò che hanno raccontato al quotidiano locale Il Messaggero, gli uomini dell’arma. Quindi   l inseguimento, l’auto che va a sbattere contro un muretto, due italiani poi denunciati a piede libero, che pare   colpiscono con calci e pugni il marocchino. Aprilia, Alabama, anni ’60.

E’ morto a causa dell’incidente o per le probabjli  percosse ? Importa poco, a questo punto, se non per l’immenso dolore della famiglia del cittadino Nord Africano. Importa molto, invece,  per quel che riguarda il clima che si respira in Italia ora dopo ora: odio, voglia di giustizia fai a te, caccia al migrante. Perchè è facile immaginare cosa sia accaduto la notte tra sabato e domenica. Una psicosi collettiva, frutto del bombardamento mediatico. Un marocchino che si aggira furtivo per  strada, la certezza di avere a che fare con un ladro, l inseguimento, la tragica fatalità. Ad Aprilia, come a Partinico, a Caserta, a Roma, a Vicenza,  il copione in fondo  è sempre lo stesso. Gli italiani brava gente, da qualche settimana è come se si sentissero autorizzati a sparare ad aria compressa, percuotere, insultare migranti, rom e qualsiasi persona considerata diversa.

Attenzione, non si sta dicendo che se una minoranza punta alla giustizia fai da te , la colpa sia tutta di Salvini. Probabilmente il razzismo che  covava già da anni è emerso all’improvviso . Ma quando un ministro dell’interno, sì, un ministro dell’interno, usa un linguaggio forte, sprezzante, carico di livore tutti i giorni, a tutte le ore, per individuare un nemico da combattere e per mera propaganda politica,  è chiaro che le  responsabilità morali siano evidenti. E’ chiaro che se usi, tu carica dello stato Italiano che ha giurato sulla Costituzione anti- fascista, termini come la pacchia è finita o ruspa, stai implicitamente sdoganando i comportamenti peggiori di alcuni esseri umani. Che saranno pure minoranza, e per fortuna, ma che sono capaci di far cadere in un solo istante  i freni inibitori tenuti a bada fino a qualche mese fa.

Rabbia, frustrazione, odio represso, dunque. Poi magari , ma  non è il caso di Aprilia , trovi qualcuno con una indiscutibile fragilità mentale, qualcun altro affogato in una montagna di cocaina, e ci scappa il morto. Inevitabile. Adesso, a parte gli esaltati che non aspettavano altro che sentirsi spalleggiati da un ministro  della paura,  a tutti gli altri in odore di razzismo,  basterebbe fare un discorsetto per convincerli a più miti consigli.  Innanzitutto, la guerra tra poveri è stata creata ad arte dai potenti del mondo. Noioso, scontato ripeterlo.  E che in periodi di vacche grasse, proprio gli industrialotti del nord, ma non solo, hanno sfruttato ben bene gli schiavi dalle braccia a costo zero, per abbassare drasticamente i salari . Dunque è con loro che semmai dovreste prendervela. Tutta colpa di Soros, delle multinazionali, del mondo della finanza e delle banche che da qualche tempo guardano con simpatia a Orban, Trump, Putin e a tutta la destra populista e sovranista del mondo? Benissimo, allora andateglielo a dire a quattr’occhi , invece di insultare i migranti.

C’è chi  guadagna una fortuna con la tratta degli schiavi? Ottimo,  si va davanti  casa di Don Tonino o di qualsiasi affiliato di Mafia, Ndrangheta, camorra e gli si fa un culo come un secchio, perchè è evidente che ad avvantaggiarsi in questo business dell’immigrazione siano anche loro. Siamo diventati la pattumiera del mondo? Questo è quanto vuole far credere Salvini. In realtà noi siamo solo uno dei tanti terminali del Mediterraneo. Ma poi, anche fosse, che facciamo: blocchiamo un fenomeno epocale con quattro insulti? Sarebbe come fermare il mare con un secchiello da spiaggia.

Rispediamoli indietro e aiutiamoli  a casa loro, come chiede il  ministro dell’Interno? Splendido. Prima però restituiamo le enormi ricchezze depredate all’Africa, destituiamo i tanti governi fantoccio messi lì dalle multinazionali per preservare i loro interessi. Perchè ricordate: nessuno che viva in una nazione pacifica e prospera si sognerebbe mai di andarsene da casa propria, se non è costretto a farlo. L’Europa si è sempre voltata dall’altra parte? Allora incatenatevi tutti davanti al parlamento di Bruxelles e protestate contro gli euroburocrati che considerano il sud del  vecchio continente, come una discarica umana. Imponete loro una equa e sacrosanta  distribuzione dei migranti. Però fatelo, non prendetevela con il più debole, semmai con il più forte. Ovvio, è’ più difficile, ma è l’unica strada percorribile, fidatevi. 

Una cosa è certa: per il bene dell’Italia e degli italiani bisogna spezzare questa spirale violenta, dire basta a chi, come il ministro dell’interno, getta migliaia di litri di benzina sul fuoco tutti i giorni , per alimentare  i propri interessi propagandistici. Qui siamo ad un passo dalla guerra civile, e in molti ancora non sembrano essersene resi conto. L’aria è fetida. C’è solo una cosa da fare, abbassare i toni e ritrovare quella solidarietà che la maggioranza finora silenziosa degli italiani, non vuole perdere. Amore, rispetto verso il prossimo di qualsiasi colore, razza o religione esso sia. Confronto civile e democratico. Non ci sono altre strade. Altrimenti sarà scontro violento. Già, ma chi  ce lo fa fare, con tutti i problemi quotidiani che già abbiamo? Andate via, andate via, andate via, scrisse in un tweet tempo fa Salvini, rivolto ai migranti. Forse ora è il caso di dire a lui : vattene via vattene via vattene via. Dimettiti.