EMMANUEL MNANGAGWA SUCCEDE A MUGABE IN ZIMBABWE, IN UN CLIMA ELETTORALE VIOLENTO E INTRICATO

DI ALBERTO TAROZZI

E’ Emmanuel Mnangagwa il nuovo presidente dello Zimbabwe. La sua vittoria è stata ufficializzata dalla commissione elettorale dello Zimbabwe, nonostante la denuncia di brogli da parte dell’opposizione. 

Emmerson Mnangagwa dalla scorza dura, non a caso denominato il “Coccodrillo”, succede, nel Paese africano, a chi lo aveva governato  per 37 anni, fino allo scorso novembre, Mugabe, il leader storico dalle molte ombre nonostante i meriti ai tempi della decolonizzazione.

Mnangagwa, ex braccio destro poi ripudiato di Mugabe e capo dello Stato ad interim al momento delle elezioni, grazie ad un quasi-golpe, ha ottenuto il 50,8% dei voti, mentre il rivale dell’opposizione, Nelson Chamisa, il 44,3%.

Le elezioni si sono svolte in un clima di profonda e tragica tensione. Il clima elettorale era stato segnato da continui scontri. Lo scorso 23 giugno, in piena campagna elettorale, contro il presidente ad interim, oggi vittorioso, si era registrato un attacco esplosivo  avvenuto durante un comizio a Bulawayo, nel quale erano morte due persone. Pochi giorni dopo l’attentato, Mnangagwa aveva addossato la responsabilità del fatto alla moglie dell’ex presidente Mugabe, Grace ritenuta dal presidente vicina a Chamisa, ma poco amata dalla popolazione per suo certo quale esibizionismo.

Solo mercoledì si registrano sei morti, tra i manifestanti scesi in piazza a contestare i primi risultati che uscivano dallo spoglio delle schede, denunciando brogli a favore di chi oggi viene dichiarato vincitore

Nonostante Chamisa, oppositore storico del vecchio premier, lo smentisca, sono in molti a sostenere che la moglie di Mugabe, alleata con un potentato soprannominato dai nemici “cricca dei 40” sia vicina alle sue posizioni.  Un paradosso che ha visto lo stesso Mugabe vicino ai suoi oppositori di un tempo e il suo vice di allora, divenuto suo nemico, vincere per il vecchio partito di Mugabe e col sostegno non dichiarato dei vecchi poteri militari, ma contro Mugabe medesimo. Pare inoltre che Mnangagwa goda di molteplici appoggi internazionali, soprattutto tra gli stati africani, ma con aperture anche dalla parte degli antichi coloni britannici.

Per il momento il messaggio del presidente, che quando era vice di Mugabe si vide accusato della condanna a morte di migliaia di oppositori pare ispirato alla pacificazione, in conformità ai lineamenti quasi indolori della deposizione/golpe del vecchio leader ultranovantenne.

Così si esprime su twitter: “Grazie Zimbabwe, è un nuovo inizio, uniamoci in pace, unità e amore e insieme costruiamo un nuovo Zimbabwe per tutti. Anche se siamo stati divisi durante le elezioni, siamo uniti nei nostri sogni”.

C’è da credergli?