NON SIAMO MISSIONARI. SIAMO DOCENTI DELLA SCUOLA ITALIANA

DI CLAUDIA PEPE

Cinzia D’Eramo insegnante al Liceo Scientifico di Francavilla a Mare e attivista del Movimento 5 Stelle, ha lanciato una provocazione nel 2017, che per onestà intellettuale stiamo a gran voce chiedendo tutti noi insegnanti da parecchi anni. Noi docenti di ogni ordine e grado, in questi ultimi decenni, siamo stati denigrati, delegittimati, criticati, diffamati, screditati, calunniati, offesi, presi a botte, chinato il capo davanti a riforme calate dall’alto. Un alto dove chi comandava le nostre vite non aveva mai messo il naso dentro ad una classe. Classe con minimo 25 allievi di cui almeno due caratteriali, disabili, DSA, ADHD, e quasi sempre con un insegnante di sostegno per poche ore. Abbiamo chinato il capo davanti alla “Buona Scuola”, la Scuola spiegata in slide, in cui la didattica, la Vera Scuola non esisteva più, ma in compenso, veniva promosso il “lecchinaggio”, le torte fatte a casa per la moglie del DS, l’inchino referenziale all’entourage del Preside. Potrei andare avanti per pagine ma Cinzia dice:” Ci alzino lo stipendio! Da quando sono stata in Baviera vivo con la rabbia in corpo: (il mio collega con 15 anni di servizio percepisce 3.700€ netti al mese per 23 unità orarie da 45′). Sempre lui, il collega bavarese, a Monaco centro paga un appartamento di 80 mq con garage 800€ di affitto mensili. L’auto non la prende mai e gira in treno. Io per mia figlia a Milano pago 500€ per una singola. Generi alimentari, prodotti per la pulizia personale e della casa, cosmetici costano molto meno. Quindi il raffronto stipendio/ costi della vita/potere d’acquisto non regge.
Vogliamo stipendi degni e dignitosi.
Siamo professionisti non missionari non abbiamo vocazioni non vediamo gli spiriti. “
Tenetevi i bonus e alzateci lo stipendio.
E allora speriamo che questo Governo ci ascolti. Ha promesso molte cose e io sono qui ad aspettare la vera “Rivoluzione culturale”, l’”Illuminismo”, quei tempi che è stato il più grande contributo dell’Europa al mondo. Quei valori che dovrebbero essere il fondamento del nostro impegno a costruire un mondo più giusto, tollerante, pacifico e prospero. Ma ritorniamo al nostro discorso. Ci hanno dato un bonus di 80 euro, ci hanno alzato lo stipendio di 40 euro dopo lustri in cui in nostro contratto era seppellito sotto le carte per coprire cene eleganti e nipoti Mubarak. Ma si sono mai chiesti come noi intellettuali del nostro tempo riusciamo a vivere? Noi non vogliamo emigrare, ma avere degli stipendi come in tutta Europa, con cui si possono crescere dei figli, affrontare le difficoltà della vita, pagare le bollette senza ritardi, mettere da parte qualcosa per un futuro che vediamo così offuscato, così grigio, senza forma, senza interesse per nessuno. Non voglio sentire scuse politiche e strategiche: “Ma la vita è più cara in Italia che nel resto dell’Europa”, perché non è vero. E loro che frequentano spesso Strasburgo e Bruxelles, ma soprattutto il Parlamento, lo dovrebbero sapere bene. Io mi auguro che questo nuovo governo pensi veramente agl’interessi del proprio Paese e non, come abbiamo visto recentemente, salvare Banche in quarantotto ore, coprire multinazionali, manipolare, lottizzare, mescolare, manovrare, impastare la nostra vita, ma soprattutto quello dei nostri figli. Vogliamo essere riconosciuti, distinti e compresi da un Governo che ci ha promesso tutto ciò. La vera “Rivoluzione culturale” dovrebbe darci uno stipendio adeguato alla nostra preparazione, alla nostra esperienza, ai nostri titoli, al nostro incessante studio. Si, perché ancora fino all’ultimo respiro siamo obbligati a frequentare corsi di formazione, a progettare, a portarci sulle spalle la responsabilità di un’adolescenza sempre dolorosa, di un bullismo che impera, di genitori che strisciano le nostre macchine,  essere protagoniste senza esserne riconosciute della vita di migliaia di ragazzi. Di fatto il medioevo in questo paese non è mai finito, ha solo cambiato aspetto. Viviamo in un perenne clima da Marchese del Grillo. Cit.
Per informazione, ho consigliato mio figlio di mettersi un baracchino ad Amsterdam e vendere spritz. Diventerebbe miliardario.