TENSIONI TRA SERBIA E KOSOVO. SEGNALI DI ALLARME PERFINO DALLA NATO

DI ALBERTO TAROZZI

Mentre si continua a parlare di un possibile compromesso idoneo a ridurre le tensioni presenti in Kosovo nella sua zona settentrionale a maggioranza serba emergono, in controtendenza, allarmanti tensioni.

Già qualche mese fa si era assistito ad un violento attacco delle forze speciali kosovare, a composizione albanese, in occasione di un incontro dei serbi della città di Mitrovica che era culminato con l’arresto e l’espulsione del delegato di Belgrado alla questione kosovara.

Recentissimi nuovi segnali, nel segno dell’ambiguità: circola la notizia di una proposta di scambio di territori avanzata dal premier serbo Vucic ai kosovari. La parte della regione a nord di Mitrovica passerebbe a pieno titolo sotto il governo di Belgrado che in cambio riconoscerebbe a Pristina l’area della città di Presevo (facente parte della Serbia ma a maggioranza albanese). Non tutti sono d’accordo a Belgrado dove peraltro cresce il risentimento contro i costi che il Kosovo continua a costituire per la Serbia (lo segnala un’agenzia moscovita, Sputnik che da tempo lascia intendere quanto possa convenire ai serbi un avvicinamento alla Russia)
Da Pristina risposte sibilline che vanno da un aperto dissenso contro qualsiasi forma di spartizione dei territori a vaghi segnali di interessamento.

In ogni caso pare sia scattato un allarme di pericolo imminente, se è vero che il premier serbo Vucic ha invitato alla calma i serbi della zona; messaggi analoghi, secondo il sito Albania news, verrebbero dai pope ortodossi dell’area.
Ma il punto più rilevante è che gli stessi comandi Nato hanno dichiarato che interverranno decisamente contro chi volesse alimentare le tensioni, a segnalare anch’essi una situazione di rischio.

Che genere di tensioni? Poche le notizie specifiche al riguardo. La7 parla di una possibile azione delle forze speciali di Pristina per mettere sotto controllo una diga a nord di Mitrovica (quella di Golovica?), in territorio abitato dai serbi e sui quali dovrebbe valere la protezione esercitata dalla Nato.

Le informazioni, al momento, risultano abbastanza confuse, ma la sensazione che, come sempre, all’avvicinarsi di una possibile soluzione pacifica quanto meno parziale, delle questioni sul tappeto, si possano scatenare i falchi e innescare una serie di reazione a catena è credibile.
Le conseguenze potrebbero risultare drammatiche,

Pochi ne parlano ma questo, dalle parti dei Balcani, non è necessariamente un segnale idoneo a suscitare tranquillità.