IL 5 AGOSTO DEL ’62 MORIVA MARILYN MONROE

DI ELISABETTA VILLAGGIO

Il 5 agosto del 1962 Marilyn veniva trovata morta. Quella donna dal corpo sensuale e dal sorriso bambinesco che aveva fatto sognare milioni di uomini e che era destinata a diventare un mito a tutt’oggi inossidabile moriva in circostanze misteriose. Aveva 36 anni. Addirittura la data della morte non dovrebbe essere esatta perché il corpo senza vita pare sia stato trovato prima della mezzanotte di sabato 4 agosto 1962 da Eunice Murray, la sua governante, e Ralph Greenson, il suo psichiatra nella villetta al 12305 di Fifth Helena drive, a Brentwood, un quartiere tranquillo nella zona ovest di Los Angeles. Subito si è parlato di suicidio e così hanno confermato tutti i testimoni. Troppo velocemente si è parlato di suicidio e tutti quei testimoni erano facilmente ricattabili. Era diventata scomoda Marilyn, con le sue amicizie pericolose, con amanti i due fratelli Kennedy, John e Bob, con frequentazioni con personaggi legati alla mafia come Frank Sinatra, con ex mariti legati alla sinistra come Arthur Miller. Sulla sua morte sono state fatte tantissime ipotesi. La più accreditata è sempre stata quella del suicidio che è parsa troppo banale. Era un personaggio che disturbava. Sapeva troppe cose perché a letto gli uomini, anche quelli importanti, si rilassano e parlano. Era uno spirito libero, Marilyn, indomabile. E questo faceva paura a molti. Minacciava di parlare, di raccontare. Minacciava i poteri forti che potevano essere intimiditi da quella donna particolare che voleva vivere la sua vita fino in fondo, una femminista ante litteram. Cosa successe? Come morì? Chi mise tutto a tacere? Fu un complotto? Un omicidio ordito dalla mafia per far sentire i Kennedy debitori? Furono i servizi segreti terrorizzati dal pericolo delle rivelazioni di Marilyn alla stampa? Ma cosa sapeva veramente Marilyn e perché potevano essere così sconvolgenti le sue rivelazioni? Furono gli stessi Kennedy esasperati dalle sue telefonate e richieste che si lasciarono prendere la mano? Era rimasta incinta di uno dei due e in seguito aveva abortito e ora minacciava di raccontarlo? C’era qualcuno pensava che i suoi legami con i comunisti potessero essere pericolosi? C’era qualcuno che doveva cancellare delle prove? Cosa c’era scritto sul libretto rosso che tutti cercarono con ansia e qualcuno fece sparire? E se fosse stato solo un tragico errore? Marilyn aveva già preso molte pillole e l’aggiunta di un altro medicinale avrebbe potuto creare il mix esplosivo che l’avrebbe uccisa? Ci sono troppe cose che fanno pensare ad un omicidio più che un suicidio. Probabilmente non sapremo mai la verità e forse la sua morte è legata a filo doppio a quella dei Kennedy. John morirà poco più di un anno dopo in un attentato a Dallas il 22 novembre 1963 e suo fratello Bob rimarrà vittima di un altro attentato a Los Angeles il 5 giugno 1968 quando stava correndo per le presidenziali. Morirà all’alba del 6 giugno dopo aver lottato per sopravvivere.

Oggi il mondo si inchina a Marilyn, una donna nata sfortunata che è riuscita con caparbietà a diventare la più desiderata, la più sexy, la più ricercata ed in ogni caso una delle più grandi dive di tutti i tempi. Marilyn: un nome che rappresenta un mito intramontabile.