40 ANNI FA, NEL 1978, MORIVA PAOLO VI, PAPA MONTINI

DI MICHELE PIZZOLATO

Alla ripresa economica mondiale, alla costruzione dello stato sociale, dei diritti del lavoro, al keynesismo, si era accompagnata la profonda riforma conciliare della chiesta, con i papati di Papa Giovanni XXIII e Paolo VI: papi socialmente ed ecclesialmente progressisti.

All’alba della svolta neoliberista a destra del mondo occidentale, diventa papa, dopo la brevissima parentesi di papa Luciani, il papa più conservatore della storia recente: papa Giovanni Paolo II, papa Woytila. Il papa che in nome della lotta al comunismo ha sostenuto e accompagnato il progressivo spostamento del pendolo politico sociale a destra: verso il neoliberismo. Un papato lunghissimo che ha accompagnato il progressivo imporsi del pensiero unico neoliberista anche presso i partiti socialdemocratici. Anni di regresso dei diritti sociali, di aumento tragico delle disuguaglianze, di finanziarizzazione, di ritorno della povertà, sfociati in una crisi economica e sociale tragica. Papa Benedetto XVI segue la linea di Papa Woytila.

La Chiesa, indubbiamente pronta a cogliere i segni dei tempi, accompagna il risveglio dei popoli, la ripresa di protagonismo dei cittadini nel mondo, contro i disastri del neo liberismo, per la difesa e la ricostituzione di uno stato sociale, con il papato di Papa Francesco. Un papato che arriva dal sud America, teatro tragico dei disastri economici-sociali-umani del capitalismo neo liberista. Un papato di rottura, che accompagna la rinascita del desiderio di democrazia politica nel popolo.