PRIMA DI DIRE “NO-VAX” GUARDA GLI OCCHI DEI BAMBINI IN QUESTA FOTO

DI FABIO BALDASSARRI

Sulla questione “pro-vax” e “no-vax” si aggregano due posizioni che, con uno sforzo di fantasia, definirei così: una posizione scientista per cui basterebbe il consenso della maggioranza degli scienziati per avallarla, e l’altra per cui sarebbe proprio quest’avallo a renderla sospetta. Io pensavo che il problema fosse stato risolto molto tempo fa quando Popper teorizzò, ragionevolmente, che “ogni controllo genuino di una teoria è un tentativo di falsificarla, o di confutarla” (Cit.: K. Popper, in AA.VV., Filosofia e pedagogia dalle origini a oggi, vol. 3, p. 615, La Scuola, Brescia 1986). Invece, l’irragionevolezza torna a prendere piede.
Ecco perché coi tempi che corrono non mi meraviglia chi, in partenza, si mostra diffidente riguardo alle vaccinazioni. Mi meravigliano, semmai, coloro che pur al corrente dei tentativi di falsificazione operati con criteri scientifici per decenni e decenni secondo adeguati protocolli sperimentali e con la consapevolezza dei possibili effetti collaterali a qualsiasi attività terapeutica, si ostinano a non riconoscere i risultati ampiamente positivi delle vaccinazioni e, anzi, sembrano ignorare che certi vaccini sono conclatamente indifferibili sin da bambini se si vuole ottenere un effetto di massa. Non vi tedierò con i dati epidemiologici diffusi sovente dall’Organizzazione mondiale della sanità, né con l’avvertenza del ritorno di alcune patologie nei paesi in cui sono state allentate, o non sono mai state sufficientemete strette, le maglie delle vaccinazioni obbligatorie e gratuite. Non ho neppure la pretesa di dire se le norme di legge attualmente in vigore nel nostro Paese possono essere migliorate e, naturalmente, mi pare ovvio che se possono essere migliorate lo siano, epperò non disconfermando il concetto di obbligatorietà di alcuni vaccini a tutela di tutti. Sono sbalordito, devo dire, dalla disinvoltura con cui c’è chi pensa: 1) di rendere facoltativo ogni vaccino che andrebbe somministrato ai bambini all’inizio della scuola dell’obbligo, ovvero a capriccio dei familiari, senza bisogno di diversa e motivata prescrizione medica; 2) di risolvere il problema dei bambini che non possono essere vaccinati ghettizzandoli fin da piccoli in classi apposite.
Alcune mamme hanno raccolto 70.000 firme su una petizione in soli due giorni (https://iovaccino.wordpress.com/segui-iovaccino/), e la raccolta continua, ricordando come sia importante l’obbligo di certe vaccinazioni per chi ha la fortuna di poterle fare perché tutelano anche i propri figli più sfortunati. Segnalo, in particolare, la lettera dell’amica Lara Redditi che fa parte di questo gruppo di mamme, indirizzata ad alcuni organi di informazione che la stanno pubblicando. A mo’ di esempio vi informo che sua figlia Ginevra, nove anni tra qualche mese, ha subìto il trapianto del fegato nel 2013 all’Ismett di Palermo, un centro d’eccellenza per questo tipo di intervento salvavita.

Scrive Lara Redditi:
“Li vedete questi occhi? hanno visto per tanto tempo i muri sbiaditi della camera sterile in cui vivevano… hanno visto la sua mamma e il suo babbo impietriti dalla paura… hanno scrutato con sospetto ogni dottore o infermiera che si avvicinavano perché sapevano che spesso avrebbero fatto male… hanno versato lacrime di dolore nel mentre che le venivano cercate vene impossibili da trovare in quelle piccolissime braccia… hanno visto mille tubicini uscire dal suo corpo… le sue orecchie hanno sentito pompe siringhe e monitoraggi suonare ogni ora del giorno e della notte… questi occhi hanno imparato a riconoscere il viso di mamma e babbo anche se nascosto dietro una mascherina verde… ebbene io a questi occhi ho promesso che li avrei protetti e che in quelle stanze di ospedale ci saremmo andati ancora solo per lo stretto necessario dei controlli… ho promesso a mia figlia una vita di normalità… di giochi con gli amici… passeggiate all’aria aperta baciate dal sole… ho promesso protezione che un’autocertificazione [come quelle prevista nel decreto Milleproroghe, ndr] non può garantirmi… io però le promesse le rispetto specialmente quelle fatte a questi occhi… e allora combatto e esigo rispetto e protezione per i suoi e per gli altri occhi…”

Condivido pienamente quanto scrive Lara Redditi e, prima di trarre conclusioni disinvolte e affrettate, invito tutti (anche i no-vax) a guardare la foto qui riprodotta degli occhi di bambini e bambine come Ginevra.