MANICHINI PER LE PROPRIE VOGLIE. INSEGNIAMO LA BELLEZZA, VI PREGO

DI CLAUDIA PEPE

Avete mai richiesto una pizza d’asporto?

“Pronto buonasera, io vorrei una margherita con impasto napoletano acciughe e mozzarella; anzi no la vorrei con le cipolle e salamino; anzi mi scusi sa, ma sono tanto stanca voglio una capricciosa bella, morbida che vada giù come una poesia” .“Tra quanto me la portate?” “Bene, non più tardi eh!” Buonasera”. Quante volte siamo passati davanti ad un negozio e pensavamo: ”Sì bella ma la vorrei più stretta, e più lunga”.  Ora per uomini psicopatici, malati nell’intimo dei neuroni (se ne hanno ancora qualcuno), e nel disperato azzardo di imprenditori senza moralità, apre a Torino il prossimo 3 settembre la prima casa d’appuntamenti d’Italia dove a ricevere e intrattenere i clienti ci saranno bambole in silicone di alta qualità. Si, avete capito bene. Bambole. Ce ne sono per tutti i gusti: bionde, rosse, more, con le meches, alte, basse, magre, grasse con le tette grandi, piccole, diverse. Bambole di ogni razza naturalmente altamente snodabili. E le persone che entreranno donne o uomini, invece, saranno nostri colleghi, amici, compagni di scuola, persone che incontri per strada.

Non si tratta di bambole gonfiabili, ma di manichini snodabili, e resistenti all’acqua, in elastomero termoplastico. Le forme e le dimensioni sono quelle di corpi umani e sul sito internet della società torinese, che ha preso il franchising la gestione per l’Italia, si possono leggere le descrizioni delle diverse bambole che saranno presenti nella struttura. Nomi e caratteristiche differenti per i diversi clienti: “Offriamo una vasta gamma di servizi e ci adattiamo alle esigenze dei nostri clienti in uno spazio ludico-sessuale totalmente sicuro e completamente legale – assicurano i soci della casa d’appuntamenti. Abbiamo tutte le autorizzazioni e stiamo lavorando per ultimare l’appartamento per l’inaugurazione”. Fonte: La Repubblica”.

La società che è a capo di questa iniziativa,  è catalana e sicuramente sarà un successo. A meno che nel più bello un manichino non si sgonfi. E allora spero che le stanze siano attrezzate di pompe gonfiabili tipo quelle dei meccanici. “Sul loro sito internet spiegano: “Vogliamo farvi godere della sessualità in un modo completamente diverso, in uno spazio lussuoso, assolutamente riservato e del tutto legale. Nella nostra location di Torino entrerete in un luogo confortevole, di buon gusto, dove riuscirete a realizzare tutte le vostre fantasie fin nei minimi dettagli”.  Fonte: “La Repubblica”. E noi poveri insegnanti che speriamo  ancora di formare cittadini e  uomini che entrando in una cabina elettorale possano avere   quello spirito critico e la libertà che noi docenti insegniamo ogni mattina. Ma come facciamo a lottare contro questo disgusto, questo mondo che invece di avvicinarci ci ha allontanati fino ad arrivare a desiderare un manichino di gomma per essere felici. Non è forse che abbiamo perso il piacere dell’incontro, dello scrivere, di una telefonata, di una passeggiata tra amici? No ora abbiamo FB, WZ, Telegram, Instagram. Abbiamo tutto ma ci manca tutto. Pensare di dover fare l’amore con un manichino vuol dire essere morti. Nel fisico e nell’anima. L’Eros (è, nella religione greca, il dio dell’amore fisico e del desiderio.
Nella cultura greca ἔeros (ho), l’amore è ciò che fa muovere verso qualcosa, un principio divino che spinge verso la bellezza. Ma la bellezza nel nostro mondo si sta rivoltando verso di noi. Noi che l’abbiamo manomessa, calpestata, umiliata, strappata, schiacciata, umiliata e offesa. E noi docenti continuiamo a professarla, come se Dostoevskij e tutti gli artisti del mondo non ci avessero insegnato nulla. C’è da piangere a pensarlo, c’è da piangere a pensare a quanti ragazzi andranno a fare le feste del celibato o nubilato, le feste di compleanno, la sega a scuola. Quando eravamo ragazzi noi se le mamme scoprivano ai maschietti giornaletti un po’ scabrosi erano urla castighi e schiaffoni. Noi ragazzine giocavamo insieme nel cortile, andavamo a fare i giri con la bicicletta, si giocava a tocca-ferro, a nascondino, si saltava su quei quadranti disegnati con il gesso. Che meraviglia, che bellezza. Ora i nostri ragazzi leggeranno questo: “Qui si potrà venire da soli, con il partner o la partner, ma anche per una serata diversa con gli amici o una festa di addio al celibato o al nubilato – suggeriscono i proprietari – Per noi però è fondamentale garantire la privacy e l’igiene”. Le bambole sono anche in vendita sul sito, con prezzi che vanno dai 700 ai 2mila dollari e con caratteristiche molto diverse tra loro. Una addirittura simula una donna incinta: “Ci adattiamo completamente alle vostre esigenze per garantirvi intensi attimi di piacere con le migliori e i migliori Sexdolls del mondo, come non avreste mai potuto immaginare” Fonte: La Repubblica”. Ecco come siamo ridotti, ecco come ci siamo ridotti.  Lo so che è difficile, ma  noi insegnanti abbiamo il dovere di far capire, comprendere e intendere ai nostri ragazzi che: “L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non si potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo. Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui.” E sempre lui, a dirlo. Il nostro amico Dostoevskij. Se lo facessero studiare a Scuola, forse avremo meno idioti e più uomini e donne che troverebbero ancora  il piacere della parola, dell’emozione e dei sentimenti.

 

 

 

 

 

 

 

{}