TRENORD. LO SCANDALOSO ANNUNCIO MERITEREBBE IL LICENZIAMENTO

DI LUCIO GIORDANO

Poche storie: la capotreno di Trenord meriterebbe il licenziamento in tronco. Un pubblico ufficiale, infatti,  non può e non deve fare un annuncio come quello ascoltato qualche giorno fa  da molti viaggiatori sulla tratta Milano- Cremona. “I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c…”. Qui, in realtà, Se c’è qualcuno che ha rotto i coglioni sono i rimestatori d’odio che hanno preso il sopravvento  nella nostra povera Italia. E quando poi Raffaele Ariano,  un passeggero, un ricercatore universitario, un pendolare, ha provato a denunciare l’accaduto anche sulla sua pagina facebook, è stato travolto dagli insulti. A dimostrazione del clima folle che si è impossessato del Paese.

Insultato, accusato di essere il responsabile dell”ipotetico licenziamento della dipendente Trenord. Pazzesco, vero? Non viene da pensare altro. Le giustificazioni in difesa della capotreno sfiorano il ridicolo. Era stressata dall’appoccio quotidiano con zingari e borseggiatori, dicono. Oppure: provate voi a viaggiare su quei treni pieni di ladri.  Un esponente leghista, Roberto Anelli.  è arrivato a sostenere: “Solidarietà alla capotreno e a tutti i lavoratori di Trenord. Sono convinto che quanto è accaduto sia il frutto dell’esasperazione creata da chi non rispetta mai le regole”.E che significa? Basta questo per avere il diritto di insultare come si fa in un bar di provincia al terzo bicchiere?

E poi: la capotreno era stressata come l’hanno difesa in tanti? Bene: si prendesse qualche settimana di malattia e via, pedalare. Si trova a che fare tutti i giorni con gli incivili? A parte che, purtroppo, gli incivili si trovano dappertutto, a Miami, come a Berlino, A Londra, come a Parigi, questo non giustifica l’atteggiamento del pubblico ufficiale, Non lo giustifica  in nessun modo. Un pubblico ufficiale deve avere equilibrio, self control. Deve misurare le parole, anche se le sue  sono condivise da molti. Altrimenti verrebbe da pensare che quel ruolo lo abbia vinto con i punti miralanza e non con impegno e serietà. In fondo, pensateci: E’ come se un finanziare, delle fiamme gialle per chiarezza, indagasse su un gruppo di evasori fiscali e ad un tratto  prendesse il primo microfono che incontra  per urlare ‘ basta truffare lo Stato, basta fare i furbi fregando la gente onesta’. Lo guarderebbero storto, non ci sono dubbi.

Come sempre, poi,  la si è buttata in politica. L’attuale ministro dell’interno non ha perso occasione per minimizzare il gesto razzista, attraverso un  tweet. “Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori… #Viaggiaresicuri è una priorità!”.Di grazia: cosa c’entra. Se il problema è il viaggiare sicuri, allora si assumessero diecimila poliziotti in più alla Polfer per vigilare meglio e Dio solo sa quanto criminali siano stati i tagli al welfare. Se il problema invece è, come sostengono in molti, la scadente gestione di Trenord  beh, allora il segretario della lega si facesse semplicemente una domanda e si desse altrettanto semplicemente una risposta.

Adesso: comprensibile che licenziare la capotreno dalla lingua lunga sia umanamente ingiusto, anche se le aziende cacciano i propri dipendenti per molto, molto meno. Però è certo che per quella mansione la signora in questione, appare a detta di tanti inadeguata. La si demansionasse e via. Lei non perderebbe il posto e Trenord darebbe una lezione a tutti i suoi dipendenti per l’inqualificabile gesto della loro collega. Se non lo facesse, magari altri, contagiati dal morbo dell’intolleranza, inizierebbero a fare annunci di ogni tipo: quello con la papalina si schiantasse contro un muro, perchè tutti gli ebrei hanno rotto i coglioni . Quell’altro vestito da hippy si desse fuoco, perchè è troppo comunista. Cose così.

Davvero si vuole questo? Se lo si vuole, accomodatevi pure. Ma sappiate che c’è sempre qualcuno più a  nord di voi, più ricco di voi, più razzista di voi pronto a insultarvi per la vostra condizione. E poi  non vi lamentate se ad un certo punto non ci sarà più nessuno a  difendervi. Del resto lo diceva anche  il pastore luterano Martin Niemöller.

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare».

 

Ecco, allora, razzistucoli da quattro soldi, fomentati da odiatori di professione,  vedete di cambiare atteggiamento al più presto. Altrimenti, chi sostiene che gli italiani hanno preso una squallida china razzista, avrà perfettamente ragione.