VACCINI, GRILLO: RESTA L’AUTOCERTIFICAZIONE. DEPOSITATA PROPOSTA DI LEGGE PER OBBLIGO FLESSIBILE

DI CHIARA FARIGU

Rimane l’autocertificazione per l’anno scolastico 2018/19, la stessa utilizzata per tutto il 2017. Depositata proposta di legge per l’obbligo flessibile: queste le ultime in fatto di vaccinazioni.

Più si parla di vaccini e più il tema si ingarbuglia, si aggroviglia come una matassa della quale si è perso il bandolo. Sembrava un problema risolto dopo il decreto Lorenzin che già a suo tempo sollevò non poche polemiche tra i favorevoli e gli irriducibili no-vax sempre pronti a dare battaglia in nome, sostengono, di una libertà di scelta. Con l’insediamento del governo gialloverde quel che sembrava certo e definito è diventato nuovamente possibile, confutabile, modificabile, flessibile. E la confusione regna sovrana tra dichiarazioni e smentite dei vari leader politici pronti a dire a loro anche quando non richiesto.

A farne le spese la ministra Giulia Grillo, titolare del dicastero della Salute che prova a fare chiarezza dopo la presa di posizione dei presidi contrari all’autocertificazione per il prossimo anno scolastico ormai alle porte, i quali hanno minacciato l’esclusione dalla frequenza per quei bambini non vaccinati. Dello stesso avviso i pediatri che consigliano ai genitori, obbligo o meno, di vaccinare i propri figli, per tutelare la loro salute e quella dei tanti bambini immunodepressi che non possono essere sottoposti a vaccinazioni di alcun tipo.

Rimane l’autocertificazione per l’anno scolastico 2018/19, la stessa utilizzata per tutto il 2017, chiarisce la Grillo, al centro delle polemiche da lei definite “strumentali e fuori luogo”, perché al decreto Lorenzin non ha fatto seguito l’istituto dell’Anagrafe vaccinale nazionale che avrebbe consentito di accedere alla documentazione di ogni singolo bambino. Un botta e risposta in cui è difficile orientarsi. Con dirigenti scolastici che respingono ai mittenti, Grillo e Bussetti, la circolare che prevede la proroga dell’autocertificazione poiché “non utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa” e la ministra che la conferma per un altro anno ancora. In attesa che la proposta di legge, depositata ieri, venga incardinata fin dal prossimo autunno per essere approvata in tempi brevi. Proposta, chiarisce la Grillo che tende al “metodo della raccomandazione”, ossia ad un obbligo flessibile sui territori, vale a dire anche nei Comuni o nelle Regioni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche. “Sebbene mi prendano in giro su questo punto, sostiene la ministra, l’idea dell’obbligo flessibile a seconda dei territori è l’idea più sensata”. Per la serie, la supremazia della politica sulla scienza, come qualcuno lo ha già definito quest’obbligo flessibile.

A dire la sua, via twitter, la ministra che l’ha preceduta e che ha fatto le carte false per far approvare l’obbligatorietà vaccinale dopo il pauroso calo delle coperture scese al di sotto del 95% ed il riaffacciarsi di malattie che si credevano debellate, come morbillo e pertosse, che hanno mietuto e continuano a mietere vittime proprio tra i non vaccinati. “Qualcuno spieghi al ministro Giulia Grillo che l’autocertificazione prevista dalla legge è norma transitoria in attesa della data perentoria in cui presentare le certificazioni. La sua proroga serve solo ad attendere la norma Paola Taverna per eliminare l’obbligo”, ha cinguettato la Lorenzin, alludendo alle dichiarazioni della vice presidente del Senato sull’immunizzazione per contatto molto meno invasiva, secondo lei della somministrazione obbligata dei 10 vaccini previsti.

Tutto risolto, dunque? Nient’affatto. Ne vedremo delle belle con l’inizio dell’anno scolastico, quando, con le classi ormai composte e al completo sarà pressoché impossibile sistemare gli immunodepressi in sezioni con alunni in regola con le vaccinazioni e ancor meno sarà possibile in quei plessi scolastici con sezioni uniche, frequentate dai bambini della scuola d’infanzia.
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