AL MARE OSSERVO LA VITA FATTA DI COSE SEMPLICI, DI QUOTIDIANITÀ

DI CHIARA FARIGU

Stessa spiaggia stesso punto di osservazione e, sempre in incognito, si fa per dire.

Mi piacciono questi momenti di relax che mi ritaglio tra un impegno e l’altro. È uno dei piaceri di chi abita in una città di mare. Dopo la passeggiata mi fiondo sul ‘mio’ scoglio e coi sensi rubo scorci di vita di chi mi sta attorno. Non conosco i loro nomi né le loro storie, ne immagino però lo stesso desiderio di spensieratezza e di benessere da godere in totale libertà. E’ un vociare indistinto quel che arriva al mio punto di osservazione, pertanto mi affido al linguaggio non verbale per tratteggiare identità e discorsi mentre il sole fa di me ciò che vuole.
Avrà 15 quella ragazza seduta sulla battigia. Ogni tanto scruta il cellulare, poi sbuffa, è chiaro aspetta un messaggio che non arriva. Poco distante una donna in carne, strizzata in un bikini di almeno una taglia più piccola, si guarda attorno per accertarsi se ha fatto o meno colpo. Vicino a lei una bambina fa la ruota, una due tre volte, poi si butta in acqua e ricomincia. Alcuni ragazzi improvvisano un campo di calcetto e danno inizio a una partita tra un tuffo in acqua e un calcio al pallone. Gli ambulanti vanno su e giù coi loro carretti pieni di tutto sperando di vendere qualcosa. Una mamma gesticola convulsamente, mostra la merenda al figlio che non vuol saperne di uscire dall’acqua. Poi si arrende e torna sotto l’ombrellone. E comincia a tormentare il marito sperando che faccia valere la sua autorità. Va là fa lui con la mano, lascialo in pace mangerà quando ha fame. Il bagnino, con la canotta rossa, fischia continuamente e fa chiari segni con la mano invitando chi è distante a non superare la boa arancione.
Osservo la vita fatta di cose semplici, di quotidianità. E per un po’ dimentico ruspe, felpe, tweet ad effetto del politicante di turno, emergenza migranti, caos vaccini, guerra dei dazi, maggioranza e opposizione … scoglio, portami via!
Un’onda più forte s’infrange sulla mia postazione… peccato è ora di tornare a casa. Alla realtà

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