COLLUSI CON I LIBICI

DI LUCA SOLDI

 

 

Non bastano i 721 morti nelle acque del nostro Mediterraneo di questi ultimi due mesi a far capire a quale punto siamo arrivati.
Tutto questo con i lager libici continuano a gonfiarsi di persone all’inverosimile mentre l’indifferenza di larga parte della politica fa si che molto resti nascosto alla maggior parte degli italiani.
Lo denuncia il rapporto diffuso in queste ore da Amnesty International:
“Nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare è salito. La responsabilità per il numero crescente di vittime ricade sui governi europei che sono più preoccupati di tenere le persone fuori piuttosto che salvare vite umane”, ha affermato Matteo de Bellis, ricercatore di Amnesty esperto di asilo e migrazione. “Le politiche europee hanno autorizzato la Guardia costiera libica a intercettare le persone in mare, tolto la priorità ai salvataggi e ostacolato il lavoro vitale delle Ong di salvataggio. Il recente aumento di le morti in mare non è solo una tragedia: è una vergogna”.

Sono più che raddoppiati, dai 4.400 di marzo ai 10.000 di fine luglio di cui 2.000 fra donne e bambini, gli internati nei centri libici di detenzione. “Virtualmente – scrive Amnesty – sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei”.Per questo, secondo l’Ong, “i governi europei sono collusi con le autorità libiche per contenere in Libia i rifugiati e i migranti, a dispetto degli orribili abusi che rischiano per mano della Guardia costiera libica e nei centri di detenzione in Libia. I piani di espandere questa politica di esternalizzazione nella regione sono profondamente preoccupanti”, denuncia de Bellis.
È una nuova accusa di collusione che ci macchia di gravi colpe e di una profonda disumanità che mai aveva macchiato come adesso la storia della nostra Repubblica