INDAGATA UNA “NONNINA” PER AVER PRESO PARTE AD UNA MANIFESTAZIONE NO TAP

DI RENATA BUONAIUTO

Non mi tocchi! Mi ha toccato con la pancia da dietro!”. Potrebbe cominciare così questa storia ed apparire anche divertente, per alcuni intrigante ma non è così. Questa frase così “irriguardevole”, sarebbe stata virgolettata, trascritta e notificata dalla Procura della Repubblica di Lecce, come Avviso di Conclusione delle Indagini Preliminari dal PM, ad una “matura” signora di 60 anni, tale Anna Maria Vergari, colpevole di aver preso parte ad una manifestazione MAMME NO TAP, svoltasi il 6 dicembre 2017 e non regolarmente preavvisata al Questore.
Non entrerò nel merito della questione “Trans Adriatic Pipeline”.
TAP si, TAP no, la realizzazione di questo Gasdotto che porterebbe gas naturale dal Mar Caspio alla costa meridionale dell’Italia attraversando il Salento è la causa scatenante di questo “incidente”, ma non è una questione che si può affrontare dietro la tastiera di un pc. Scatenerei solo ulteriori polemiche su quanti vedono in questo progetto un attacco ad una terra già martoriata ed altrettanti fiumi di invettive da quanti invece credono che renderci finalmente autonomi e non più dipendenti dai capricci dei nostri attuali fornitori ufficiali, “Russia in primis”, possa essere la soluzione da ogni male. Il gruppo facebook “MAMME NOTAP”, in queste ore è travolto da centinaia di messaggi di solidarietà alla signora Vergari, che ha postato il suo “sfogo” su quelle pagine. Lei anziana pensionata, vedova e nonna, onesta e corretta cittadina italiana, “mai una multa, nemmeno per eccesso di velocità”, sarebbe rea di aver superato durante la manifestazione l’area di cuscinetto del gasdotto, di aver reso inservibile l’auto di servizio di un Istituto di Vigilanza lanciando insieme ad altre 27 persone un unico sasso, (ipotizzo dovesse trattarsi di un macigno di centinaia di chili per aver necessità di coinvolgere nel sollevamento tante persone), e di aver offeso il “prestigio” di un pubblico ufficiale dopo essere stata spinta, con l’ingiuriosa frase di cui sopra! Insomma una sfilza di reati da far rabbrividire anche la peggior mafia organizzata, una criminale a piede libero, una vergogna, pessimo esempio per i suoi nipotini cui insegna che manifestare per la difesa di un “pensiero”, un “diritto”, sia reato perseguibile e per il quale il dott. E. Arnesano, ha speso infinito tempo per stilare le 7 pagine che “inchiodano” la “nonnina” alle sue responsabilità.
Si sente “indignata” la signora, che dichiara “La difesa dei diritti miei, dei miei figli e dei miei nipoti, la difesa della terra che è stata di mio padre e di mio nonno, la lotta per il diritto al futuro, all’ambiente, alla dignità… sono queste le mie uniche colpe, perseguite ogni giorno nella piena consapevolezza delle mie libertà costituzionalmente garantite”.
Dal gruppo facebook “Mamme NO TAP”, tutti si dichiarano solidali con lei e prodighi di consigli offrono il loro contributo anche economico, qualche infiltrato tenta di sfruttare lo spazio e l’attenzione del caso per enunciare i vantaggi che conseguirebbero alla realizzazione del gasdotto, ma viene subito messo all’angolo e tacciato d’insensibile, irrispettoso ed egoista, chissà forse non viveva nemmeno in zona.
Intanto la signora Anna Maria, con la sua testa imbiancata, compare su un’altalena sorridente e mansueta, un ritratto cui ci auguriamo possa riportarle la serenità perduta, davanti a questi 7 fogli di accuse che feriscono l’anima oltre che la dignità.