SE SONO RAGAZZI POSSONO IMPARARE

DI LUCA SOLDI

Le forze dell’ordine hanno scoperto degli autori delle offese e dello sparo ad uno dei giovani ospiti della comunità di don Biancalani a Vicofaro. Pochi giorni fa, la sera del 2 agosto, le due figure che sono state individuate oggi, avevano preso di mira Buba Ceesay, un giovane del Gambia che stava allenandosi nella corsa a piedi. 

Immediata la reazione di don Massimo: “L’ho saputo, sono stati due ragazzini, poco più che bambini, e per loro ci sono tutte le attenuanti. Ma bisogna riflettere su un certo tipo di messaggio, xenofobo, razzista, che passato coinvolgendo gli strati più popolari della società, arrivando a condizionare le coscienze dei giovanissimi”. Quella di don Massimo è una soddisfazione solo parziale perché dietro quei due ragazzi c’è un profondo vuoto morale che viene colmato come succede per molti giovani, dai peggiori istinti umani: l’odio e la discriminazione immotivata. Un vuoto che ha tanti responsabili a partire dalla famiglia, dalla stessa Chiesa e dalla scuola che sul fronte della conoscenza dei valori umani e democratici pare aver abdicato. Una consapevolezza che non sorprende don Massimo, che fra l’altro è un insegnante in un istituto superiore di Pistoia: “I media e la politica devono essere più responsabili, certamente le parole usate da Salvini in questi anni sono state gravi – sottolinea ancora don Massimo -. E’ stata data la via a un cattivo sentimento, a tutti i livelli. Come prete e insegnante mi pongo la domanda se non siamo più in grado di strutturare le coscienze delle nostre popolazioni, se la scuola, la Chiesa, le parrocchie, le famiglie riescano più a dare insegnamenti che facciano superare schemi antropologici pericolosi”.

Adesso lo Stato pare aver messo le mani su questi due giovani.

Parlare di goliardia pare riduttivo, come pare eccessiva la richiesta di una pena in qualche “riformatorio”.

I tempi impongono nuove soluzioni e fra queste la più concreta, la più istruttiva potrebbe essere quella di inserirli proprio in quella comunità, proprio fra quei ragazzi che hanno vissuto le peggiori esperienze della vita: la miseria, l’odio, la fuga da casa, le prevaricazioni dei lager libici, la roulette della traversata del Mediterraneo e di nuovo sfruttamento ed odio sulle coste della civile ed umana Europa.