VI GIURO: NON HO MAI BEVUTO L’ACQUA DEL TEVERE

DI ANTONIO AREDDU

Da ragazzino la fontanella di via dell’Acqua Bulllicante ,angolo via Formia (davanti alla “Villa Rossa” ), era un grande punto di riferimento. Se avevo sete andavo lì visto che giocavo in mezzo alla strada. Per me l’idea che mancasse l’acqua a Roma non esisteva. Da giovane poi e anche oggi conosco tutte le fontanelle di via Appia, di via Prenestina, di via Nomentana, di Villa Torlonia, di Villa Paganini, di Villa Borghese e di Villa Lazzaroni… quelle del Pigneto e quelle del centro storico. Ad esempio se mi trovo a Piazza Venezia mica vado al bar…bevo alla fontana della Pigna, se mi trovo in via delle Zoccolette bevo alla fontanella, se mi trovo a Campo de’ Fiori bevo alla fontanella quella che da le spalle di Giordano Bruno, non a quella davanti al cinema “Farnese” perché quest’ultima viene usata spesso dal pescivendolo, se mi trovo a piazza Navona faccio il giro della piazza e vado a bere in quella vicino a piazza delle Cinque Lune, se mi trovo a Largo Argentina non vedo nemmeno i gatti che ci sono e bevo alla fontanella, se mi trovo a piazza San Cosimato faccio lo stesso. Non parliamo poi delle piccole fontanelle delle traverse di via del Corso. Ricordo la strana fontanella di via Margutta dove andavamo a bere con il mio amico Eugenio mentre stavamo lavorando agli indici di un libro nell’estate del 2007. Ricordo le fontanelle del Circo Massimo in quella notte che la Roma perse la Coppa dei Campioni. La fontanella del Campidoglio è la migliore. Vera acqua Marcia. Pure l’acqua della fontanella di Torpignattara davanti al bar della Pugnalata, angolo via Casilina è davvero ottima. Ricordo volentieri la fontanella di via Brofferio quando andavo a trovare amici nel quartiere Mazzini. Una bevuta me lo sono fatta anche nelle fontanelle di piazza Cola di Rienzo, specie quella vicino all’edicola. Mi ricordo le bevute a piazza dei Condottieri dove ci sono le giostre e “Straccalletto” er cocomeraro. Mi ricordo le bevute fatte alle fontanelle di piazza Vittorio soprattutto davanti a quella del cocomeraro Vinicio, uno che nel 1976 era già pieno di tatuaggi e dicevano in giro che aveva tentato di ammazzare la moglie. Non dimentico la fontanella di via Statilia, angolo porta Maggiore. No bevuto alla fontanella in via Conteverde, angolo via Pianciani, dopo esser andato in quel manicomio che chiamavano Provveditorato agli studi. Rivoglio i miei trentanni, le risate e le bevute che mi facevo in piazza dei Siculi, angolo via dei Ramni. Ridatemi le bevute fatte alla fontanella di via Carlo Fea, a quella di via Alessandro Torlonia, a quella di piazza re di Roma, a quella di via Taranto, a quella di largo Brindisi, a quella di via Acqui, a quella di piazza Vescovio, a quella di via Livorno, a quella di via Michele da Lando, a quella di via di villa Massimo, a quella di largo Corrado Riccci, a quella del parco degli Aranci, a quella di largo Amba Aradam, a quella di via delle Mantellate, a quella di via Merulana (angolo via Galilei), a quella di via della Lungara, a quella di via Trionfale n° 8573, a quella via Tiburtina (altezza Verano), a quella di via del Serafico, a quella di via della Lungaretta, a quella di via delle Fornaci, a quella di via S.Nicola dé Cesarini, a quella di vicolo del Bologna, a quella di via Catinari, a quella di via dei Fienili, a quella di via della Camiluccia, a quella via Appia Pignatelli (angolo via Almone), a quella di via della Tribuna di Campitelli, a quella di piazza Lovatelli, a quella di via Casilina 367, a quella di piazza Galeno, a quella di via del Lavatore, a quella di via Andrea Doria n°18 e a quella di viale XXI Aprile. Ridatemi le bevute che mi facevo quando scendevo dal treno Grosseto-Roma e bevevo in una fontanella del binario 21 della Stazione Termini. Ridatemi le bevute che mi facevo quando scendevo dall’autobus in piazza di Spagna e bevevo alla Barcaccia. Ridatemi le fontanelle di villa Borghese, di villa Ada, di Villa Torlonia, di villa Pamphili, di villa Sciarra, di villa Mercede, di villa Abamelek, di villa Glori, di villa Fiorelli, di villa Gordiani, di villa Certosa, di villa Lais di villa Bonaparte, di villa Celimontana, del parco della Caffarella, del quartiere Lanciani dopo il ponte, di viale Libia, di viale Regina Margherita….e ridatemi pure le fontanelle all’interno dell’Università di Roma “La Sapienza”, che erano e sono appuntamenti con l’arsura. Roma e l’acqua erano e sono un binomio. Avvertivo e avverto la mancanza di Roma soprattutto perché mi mancavano quelle fontanelle. A Parigi non ci sono fontanelle per strada e nemmeno a New York , neppure a Biarritz e tantomeno nel Kansas City o a Medora nel Nord Dakota. Quando i miei andavano a Palestrina non c’era nessuna fontanella dove sgorgasse l’acqua: la fontanella era solo un appuntamento con le zanzare. Quando i miei mi portavano a Pisa, a Livorno, a Perugia, a Firenze, a Pontassieve, io volevo tornare a Roma e bere alle fontanelle. A Torino, Aosta, Madonna di Campiglio, Nuoro, Oristano, Cagliari, Grosseto, Bari, Milano, Londra, Praga Bolognae a Montmartre, mi mancava l’acqua di Roma. A Treviso, a Cornuda, a Crocetta del Montello, a Valdobbiadene, a Ciano del Montello, a Bigolino, a Maser, a Castelcucco, a Bassano del Grappa, a Castelfranco veneto, a Feltre, a Montebelluna e a Caonada non ci sono fontanelle per la strada. Pure qui mi mancava l’acqua di Roma. Non parliamo poi delle delle fontanelle di Sassari: quella di via Adua, delle Conce, dell’emiciclo Garibaldi, di Pozzu di Bidda, della fontana del Rosello, di largo Sisini e di Latte dolce. Non si possono paragonare alle fontanelle di Roma. Io sono stato fortunato a nascere e a vivere a Roma. Qui l’acqua c’è sempre. Non spendo soldi per comprare la triste acqua minerale. Ma se mi sposto a Velletri, ad Ariccia, Genzano, a Nemi, l’acqua è piena di arsenico. Nun se po beve ..è ‘na chiavica!!!!! Mamma Roma rivoglio l’acqua dei ” nasoni” perchè noi li chiamiamo così . Mamma Roma , Roma caput mundi, ‘sta storia dell’acqua razionata nun me va bene. Dimenticavo. A Roma le fontanelle le chiamiamo “nasoni”