CON QUELLO CHE E’ CAPITATO A RAFFAELE ARIANO, ORA C’E’ DA AVERE PAURA

DI LUCIO GIORDANO

Dicono che non esista alcun allarme fascismo, in Italia. Bene, allora  andatelo a spiegare allo scrittore Enrico Nascimbeni, aggredito giorni fa  a Milano, da una squadraccia nera che lo ha costretto a ricorrere alle cure dei medici, per delle ferite da taglio. Andatelo a dire anche  a Raffaele Ariano, giovane  pendolare e ricercatore universitario, travolto da insulti violentissimi, disumani, solo per aver denunciato  lo scandaloso annuncio di un capotreno, contro i rom, sul treno regionale Milano-. Cremona.

Ecco, il caso di Ariano è emblematico del clima puzzolente che si respira in Italia da qualche mese. Troll in servizio attivo permanente, che molti indentificano sbrigativamente in squadracce fascio-leghiste,   gli hanno augurato ogni nefandezza, finanche la morte. Per ora solo sulla sua pagina facebook. Per ora. Ma poi? La domanda allora sorge spontanea: alzando il livello dello scontro alimentato dalle esternazioni quotidiane e fuori luogo  dell’attuale ministro dell’interno, un domani chi ci dice che gli insulti da bar di quart’ordine dopo qualche bicchiere di vino, non diventino assalti veri, capaci di violare non più solo la casa virtuale di un social network, ma quella reale in cui Ariano torna tutti i giorni a dormire?

Chi ci garantisce che, come sostengono in tanti, siamo di fronte solo  a semplici cretini, tristi leoni da testiera che inneggiano al duce e alla lega non più padana? Siete davvero così sicuri che il prossimo passo, orchestrato da molto, molto in alto, non porti all’olio di ricino, quello che tanti italiani cento anni fa furono costretti a mandar giù a forza, per aver dissentito dalla dittatura fascista? Del resto si sa,  da sempre, l’estrema destra è il braccio armato dei poteri forti, di banchieri, industriali, uomini della finanza, multinazionali. E un Paese che respira un’aspra atmosfera da guerra civile, fa davvero molto comodo a lor signori.

Minimizzare, insomma, non serve a niente. Anzi, c’è da avere paura. Dalle parole ai fatti, il passo è breve. E serve ancor meno avere timore di questi bulli da testiera. Che, deboli con i forti, forti con i deboli, approfittano proprio della pavidità di italiani onesti  che vorrebbero vivere in pace, senza immischiarsi in questa ordalia ben architettata . Una cosa comunque è certa: se dipendenti della Repubblica italiana con cariche istituzionali di rilievo non abbasseranno i toni, a breve  lo scontro riguarderà anche chi fa finta che non stia succedendo niente.

No, invece sta succedendo, eccome. C’è un’emergenza democratica, poche storie. Vero: come diceva Karl Marx, la storia si ripete sempre due volte: la prima in tragedia, immane per quanto riguarda l’Italia, la seconda in farsa. Ma prima di arrivare alla farsa si vivrebbero giorni, mesi, forse anni bui. E chi ce lo fa fare ad assistere a momenti così neri?Perchè dovremmo avere il terrore di girare per strada, mentre magari squadracce nere ad alto tasso alcolico, ti puntano solo perchè non hai la testa rasata e non vesti con canottiere e tatuaggi bene in vista? Insomma, l’emergenza fascista, è un dato di fatto,  come lo è l’emergenza razzismo. E il primo che dice che non esiste nessun allarme, meriterebbe di essere svegliato a schiaffi. A due a due fino a quando non diventano dispari.

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