SALVINI E LA BUFALA SUI MIGRANTI. BISOGNA URLARE PIU’ FORTE DI LUI. PUNTO

DI EMILIANO RUBBI

Ciao a tutti, quello che vedete in foto non è il solito post dello sciacallo felpato, in realtà possiamo dire che, piuttosto, si tratti del famoso “punto di non ritorno”.

Ma facciamo un passo indietro, così spieghiamo la vicenda a chi non l’avesse seguita.

Il Giornale di Vicenza, un quotidiano locale veneto, pubblica una notizia secondo la quale degli immigrati ospitati in un centro di accoglienza si sarebbero recati in questura a chiedere un abbonamento a Sky per il loro centro, oltre a presentare le classiche lamentele per il cibo e a pretendere i soliti Wi Fi e aria condizionata.

A quel punto un giornalista di Repubblica, Fabio Butera, insospettito dalla cosa, decide di fare un controllo in questura, per scoprire immediatamente che non c’era stata nessuna richiesta di abbonamento a Sky da parte di nessun immigrato.
Il Giornale di Vicenza, in pratica, aveva semplicemente inventato di sana pianta una bufala xenofoba, una delle tante.

Nel frattempo, però, la bufala era stata pubblicata da parecchie testate giornalistiche e da praticamente tutti i quotidiani online di destra, compreso Il Giornale.

Ecco, l’articolo condiviso da Salvini e la SMENTITA da parte de Il Giornale.
Solo che la seconda linea del titolo: “MA LA QUESTURA NEGA TUTTO” non si legge se prima non si apre l’articolo.

Sono le tattiche furbette di questo genere di giornalacci: si urla la notizia xenofoba e/o razzista nel titolo per cercare di rubacchiare qualche click in più.
Tanto le scimmiette urlatrici interessate solo al bias di conferma della loro convinzione dei “ne*ri che pretendono cose” (la famosa PACCHIA), ovviamente, si limiteranno a leggere il titolo.

Ecco, il problema vero è che, tra questi, c’è il nostro Ministro dell’Interno, che condivide un articolo senza neanche averlo letto, tanto per fomentare un altro po’ di odio, come un cretino qualsiasi di quelli che banno io su Facebook.
A lui, in fondo, interessa solo stimolare la pancia del suo elettorato, e tutti sappiamo di cosa è piena la pancia della gente.

C’è anche un’altra possibilità da considerare, però, che sarebbe ancora più preoccupante.

Ovvero: Salvini ha letto l’articolo e sa benissimo che si tratta della smentita a una bufala, ma sa anche perfettamente che il 99.9% dei suoi elettori non lo leggerà.
Quelli che lo leggeranno saranno “gli altri”, che parleranno dell’accaduto, esattamente come sto facendo io, facendogli ulteriore pubblicità e attirando ancor di più l’attenzione su di lui e sulle sue bravate da troglodita.

Tanto al suo elettorato non interessa se quello che scrive è “vero” o meno.
A loro interessa solo la conferma di quello che credono e vogliono credere: gli immigrati sono dei privilegiati che non scappano da nessuna guerra -> vengono qui e pretendono -> ma la pacchia è finita.
Tutto qui, semplice.
E se non è vero, “sarebbe comunque potuto esserlo”.

A loro non interessa neanche se il loro Capitan Disagio legge o meno gli articoli che pubblica, l’importante è che si batta strenuamente contro i ne*ri, i rom, i gay, i senzatetto e tutti i poveracci che li spaventano tanto.

Ma non parlare di lui non serve a niente: è il ministro dell’interno e il vicepremier, è seguito da milioni di persone e sta sempre in tv, l’idea di “non dargli visibilità” non è un’opzione.

Benvenuti nel populismo 2.0, insomma, quello in cui la realtà non conta più niente da parecchio tempo, conta solo chi urla più forte.

L’unica cosa che possiamo fare, quindi, è cercare di urlare più forte di loro.
E dobbiamo farlo noi, se anche la politica che dovrebbe opporsi a tutto questo tace.
C’è molta più opposizione tra la società civile che in Parlamento, oggi, in Italia.

E forse non è del tutto un male.