IO VORREI QUESTO AMORE. QUELLO CHE NON CHIEDE MA DARA’ SEMPRE

DI CLAUDIA PEPE

Un anno fa, una storia d’amore, ci ha conquistato il cuore. Penso che parlare d’amore leggendo questa storia sia restrittivo, Per me, questo non è amore, è amore sì, ma  intriso con  affetto, bene, affettuosità, attaccamento, amicizia, tenerezza, calore, dolcezza, attenzione e cura. La cura, una parola bellissima, dovrebbe essere la cosa più importante in un rapporto che comprenda le carezze rubate, un bacio inaspettato, un abbraccio mentre stai camminando. È un amore che non si può chiamare amore: perché vive e sopravvive al di fuori della nostra bruttezza, della nostra cattiveria, della nostra crudeltà e bassezza. Un amore incorniciato da un mondo che sposta le nuvole per non vederle, un mondo e un Paese che ammazza quaranta donne da gennaio ad adesso, che vive di bullismo, di razzismo. Vive di bastardi che stuprano ragazze che viaggiano da sole. Un Paese dove un Ministro dell’Interno guida la ruspa, il colore nero lo fa indossare solo alla sua fidanzata, e sobilla un fascismo mai finito. Sempre nascosto sotto la sabbia, pronto a prenderci e metterci un bavaglio davanti alla bocca.  Ma noi abbiamo visto l’amore vero. Due compagni: la moglie in carrozzella, e il marito che sotto il sole della Sardegna la porta a vedere una delle spiagge più belle del mondo. Tre chilometri con una sedia a rotelle.  Vi posso assicurare che è durissima. Ma insieme hanno voluto vedere una meraviglia insieme, mano nella mano, asciugandosi il sudore l’uno con l’altra. Ci vuole l’impegno per amare, ci vuole il dovere di amare, ci vuole la responsabilità di amare. I tre chilometri fino al mare, i trentanove gradi sono la poesia di un amore, sono il canto, la bellezza che noi non siamo più abituati a leggere e a vedere. Anche se è passato un anno. Anzi. Lui, anche se tutta la spiaggia guardava, non ha voluto l’aiuto di nessuno. Non sarà la prima né l’ultima volta che accompagnerà il suo amore a vedere la vita, l’amore, i profumi del mondo. Le farà vedere quella vita che la vita stessa le ha negato Ma quella bellissima ragazza che faceva innamorare tutti con il suo sorriso ha una grande fortuna. Un marito che ama, ama la vita, l’esistenza, sua moglie, la sua pelle, i suoi movimenti, le sue labbra, le sue mani. Dopo la salita, sono arrivati alla macchina e sono spariti nelle contrade intrigate d’amore e di sensualità. Adesso il Comune ha attrezzato la baia di passerelle per disabili. Io voglio immaginare che abbiano fermato la macchina sotto i grandi alberi, quelli con quell’odor di mirto, quello che ti entra dentro il sangue. Spero si siano guardati negli occhi e abbiano fatto l’amore. Quell’amore che solo loro sanno come si gusta e come si assapora. Quell’amore che solo loro sanno come si assaggia e si degusta, si sorseggia e si degusta. Quell’amore che sfida le difficoltà fisiche, ma vive nell’ amore che appartiene solo a chi va a vedere il mare. Con il profumo del mirto e le carezze che il mare prende e ridà nel suo schiumar di vita. E nell’amor puro lui le disse: “Hai degli occhi che non ti ho visto mai.” Anche un anno dopo assaporo il vento che ha scompigliato i loro capelli, il sole che ha illuminato i loro visi, e il profumo che li ha avvolti nel loro abbraccio