LA DESTRA E’ IN COMA. E NELLE REGIONI DEL NORD SI RISCHIA DI TORNARE AL VOTO

DI LUCIO GIORDANO

Chissà adesso cosa farà Silvio Berlusconi. La decisione della Lega di correre da sola alle regionali in Abruzzo, con un proprio candidato, rinunciando agli accordi di sempre con Forza Italia, si presta infatti a diverse  interpretazioni e  apre a nuovi, sconvolgenti scenari politici. Posto che stavolta, tra i due,  non ci sia nessun gioco delle parti ed escludendo che, come al suo solito, l’ex premier all’improvviso  tiri fuori dal cilindro un colpaccio alla Machiavelli, quello che appare evidente è che la destra radicale si sta disintegrando. O che si sia già disintegrata. Finora sembrava in effetti che Berlusconi avesse lasciato correre  Salvini, tenendolo  a bada, osservandolo a distanza, come si fa con un bambino che muove i primi passi. Ma il ragazzino si è voluto allontanare senza avvertire i genitori, non è più gestibile. Ha un suo pubblico urlante che apprezza le uscite di pancia, tutto propaganda chiacchiere e distintivo,  del segretario della lega, e si è convinto a viaggiare da solo, senza l’ingombrante presenza del suo ex alleato.

Dicono che Berlusconi per questo sia furibondo. Minimizza Giovanni Toti, presidente della regione Liguria: “Alle Regionali in Abruzzo mancano molte settimane. La destra ha tutto lo spazio per recuperare il dialogo, ma ad una condizione: dobbiamo renderci conto che si è chiusa un’epoca e se ne è aperta un’altra”. Minimizza e ha i suoi buoni motivi, Toti: sa benissimo che se la lega ha deciso per davvero di ballare da sola, saltano tutte le alleanze al Nord, Liguria compresa. Alla fine, il rischio molto, molto concreto è che gli elettori del settentrione d’Italia siano costretti a tornare al voto entro l’anno.

Rischio calcolato, per Salvini. Lui è convinto che il suo partito, il più vecchio dell’arco costituzionale, possa raggiungere il 30 per cento. Possibile. Al 17 per cento reale, si aggiunge il 4 per cento di Fratelli d’italia, ormai polverizzato dall’Opa dei leghisti, che ha svuotato completamente il partito della Meloni. Un altro 4- 5 per cento di voti arriverebbe da Forza Italia, un altro 4 per cento dai 5 stelle  , di quegli elettori cioè che  fino a qualche anno fa votavano destra radicale. 30 per cento appunto. Che però  non basterebbe per governare da soli.

Ma il segretario della Lega sta vivendo un momento euforizzante del potere, è certo di essere invincibile. Sentenzia su tutto. Come un mastrota qualsiasi , a torso nudo si presta anche  ad esibirsi in delle televendite di pesce, somma gaffes su gaffes, rilancia fake news su fake news ed è sicuro che il popolo della destra estrema sia disposto a seguirlo sempre, comunque. E  a lungo. Il classico atteggiamento di tanti sciagurati guasconi che hanno popolato la vita politica e sociale del nostro Paese, insomma. Ha voglia Giorgetti, il suo braccio destro, di giocare serafico sui sofismi ,  quando dice che la destra è una categoria dello spirito  e che deve trovare una nuova formula. Per lui,  questa formula la sta costruendo Salvini. “La Meloni e Fratelli d’ Italia ci seguono, Forza Italia e i suoi colonnelli no””. Per forza la Meloni li segue: con i numeri da prefisso telefonico che ha,  ormai fratelli conta come il 2 di bastoni. Non ha alternative. E poi Giorgetti, questo,  lo vada a dire agli imprenditori del nord, Loro non capiscono la spavalderia del segretario del carroccio. Rumoreggiano perchè di ricette economiche, il governo giallo- nero, non ne ha sfornate ancora nessuna. Il decreto dignità e la vicenda Foa, tra l’altro,   hanno allargato il solco tra gli alleati di una volta, creando una spaccatura profonda, una ferita quasi impossibile da ricucire.

Insomma,  quando lo stato di grazia finirà, quando la buona stella che ha già iniziato ad offuscarsi si offuscherà del tutto,  Salvini è così sicuro che Berlusconi non passerà al contrattacco per il definitivo colpo di grazia, modalità on, metodo Boffo? Non dimentichi che sua emittenza ha ancora tutte le truppe televisive schierate al proprio fianco. Basterebbe poco per scatenargli contro la sua potenza di fuoco. Ai più avveduti, inoltre, oltre ai silenzi dell’ex cavaliere,  non sarà sfuggita, giorni fa, la sibillina  frase di Matteo Renzi: “A settembre ci sarà da divertirsi”. Il riferimento è ai procedimenti giudiziari che riguardano i 49 milioni che la Lega non ha restituito allo stato italiano. Cosa sa l’ex segretario dem, che gli italiani non sanno? E perchè Berlusconi, attraverso i suoi uomini, rivolgendosi all’ex alleato, usa toni da ultimatum? Tajani chiede infatti di interrompere subito l’alleanza di governo con il Movimento 5 stelle e di  tornare all’ovile della destra.”Se rompe con noi nelle regioni, facendo vincere i suoi alleati di governo o il Pd, perderà buona parte dei suoi voti”, spiega. Ecco, il falco Tajani, che si esprime così, fa capire che la libertà vigilata di Salvini ha i giorni contati.

A quel punto Silvio è disposto anche  a scatenare l’armageddon, la battaglia finale all’interno della destra radicale. A  costo di disintegrarla. Tanto berlusconi ha già pronti nuovi alleati: Renzi e i suoi uomini. Sarebbe stata pensata  anche la sigla di una nuova realtà politica: L’Altra Italia.  Salvini, invece,  di stringere un patto  di ferro con i 5 stelle non è cosi tanto sicuro. Ecco perchè rischia di schiantarsi contro un muro, come scrivevamo già quattro mesi. In fondo, finchè è in vita, la regola è: non si muove foglia, che Silvio non voglia. E Silvio, di un ex alleato infido e  così impertinente, ne ha le tasche piene. Secondo molti, gliela farà pagare .