GRETA E I CANI EROI IMPEGNATI NEI SOCCORSI A GENOVA

DI MONICA TRIGLIA

Mi piace dedicare due righe al bel cagnolone che vedete nella foto qui sopra.

E’ una cagnolona, in verità. Si chiama Greta ed è una malinois, una delle quattro varietà del pastore belga.

Se vi racconto la sua storia è perché Greta è impegnata da ieri nella ricerca delle persone che sono rimaste sepolte sotto le macerie del viadotto Morandi, crollato a Genova a mezzogiorno del 14 agosto.

Greta è una dei tanti cani che fanno parte delle unità cinofile arrivate da molte parti d’Italia in supporto alle centinaia di vigili del fuoco che stanno lavorando senza interruzione a Genova.

E’ più conosciuta degli altri. Due anni fa, insieme al suo addestratore Sabino De Francesco (con lei nella foto), vigile del fuoco del distaccamento di Spilimbergo in provincia di Pordenone, ha salvato la vita a Giorgia, bimba rimasta sepolta per 16 ore sotto le macerie della casa crollata a causa del terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito Pescara del Tronto, Ascoli Piceno.

Greta già la conosciamo. Ma con lei ci sono tanti cani tra le macerie del viadotto dell’autostrada A10: il border collie Jeffrey arrivato da Mestre, il nova scotia duck tolling retriever Jacob da Belluno, il labrador Lapo da Padova, il pastore australiano Artù, da Mese, in Valchiavenna. E altri ancora da Ancona, Pesaro e Macerata, da Perugia e Terni e da diverse città italiane.

«Le unità cinofile» spiegano dal comando provinciale di Pordenone «sono fondamentali nella ricerca di persone ancora vive sotto le macerie. E’ un’attività particolarmente impegnativa, tanto da richiedere un veloce turnover fra le varie unità operative. Per questa ragione serve il supporto da parte di numerose squadre».

Nel disastro a cui assistiamo in queste ore, e mentre ci interroghiamo sulle responsabilità degli uomini, commuovono le foto di animali generosi e intelligenti.

Che vi pubblico qui. Piccola storia dedicata a chi ha un cuore grandissimo (e che – credo – ci insegna tante cose).