CHI VUOLE LE IMPICCAGIONI FINIRÀ IMPICCATO.  PIÙ IN ALTO

DI MASSIMO RIBAUDO

Che un robot radiocomandato da “Rosa Bazzi” Salvini e “Olindo” Di Maio (i nostri due amministratori di condominio) affermi, in merito alla tragedia di Genova, che “non possiamo aspettare i tempi della Giustizia” è un fatto grave, ma c’è stato anche di peggio. Se non si attendono i tempi della Giustizia si pagano risarcimenti molto salati, ma questo un civilista non lo sa.

La cosa gravissima è che il Procuratore di Genova intenti processi sommari mediatici e che nessuno lo fermi.

Non voglio certo difendere i gestori della società Autostrade, ma il pesce puzza dalla testa, e la testa è quella del popolo.

Il popolo è quello che se io blocco un tratto autostradale per una “possibilità di crollo”, fa un casino della madonna. Il popolo è quello che ha votato per anni governi e amministrazioni, di centrodestra e centrosinistra, che hanno approvato la DEREGULATION (il vero criminale dietro ogni tragedia nei servizi pubblici). Perchè si può anche privatizzare un servizio, ma si mantengono poteri di CONTROLLO incisivi ed efficaci che invece non esistono.

Il Procuratore di Genova dovrebbe sapere che per individuare una responsabilità penale ci vuole uno straccio di documento tecnico che ipotizzi il crollo del ponte Morandi. Ma non esiste, quel documento. Esiste invece l’opposizione strenua del M5s alla “bretella” della Gronda, che avrebbe diminuito il traffico dei camion sul ponte.

Quindi, tutto quello che si sta dicendo su Genova, da parte di Toninelli, Di Maio e Salvini è fuffa.

Sì. Esattamente come quella usata da Renzi.

Solo che questi qui con la fuffa organizzano impiccagioni sommarie. Ed è molto pericoloso. Soprattutto per loro.