GENOVA- CHE SI SAPPIA NOME E COGNOME DI CHI NON HA FATTO, NON HA PROVVEDUTO, NON HA INVESTITO

DI GIOVANNI BOGANI

Io non sono un esperto, non sono un ingegnere, io non lo so e non lo saprò perché è caduto quel ponte.

Ma qualcuno lo deve sapere.

Non uno che parla su Facebook, con lo smarrimento, lo stupore e il dolore e la rabbia che ho io, ma uno che sa calcolare, che sa leggere i test fatti negli anni precedenti, insomma, che cosa ci sono a fare le specializzazioni? Perché un ingegnere guadagna più di un cameriere, o di un giornalista di cinema? Perché sa fare cose difficili, che io non so fare. Perché ha studiato tanto per sapere.

E allora, adesso non voglio sapere nemmeno una parola su di chi è la colpa. Ma dopo le voglio sapere tutte, e le voglio sapere presto.

Perché io non posso fare nemmeno una finestra sul tetto di casa perché è pericoloso per la stabilita’ del tetto, e il condominio me lo impedirebbe. E su un ponte dove passano migliaia di vite ogni giorno? Ci sara’ pure qualcuno che ha tutte le carte in mano, tutti i test, tutte le valutazioni fatte.

Io so solo che in un paese civile i ponti non devono cadere, e se questo accade i responsabili devono pagare, chiunque essi siano.

E quello che adesso deve accadere è che si sappia, presto, perché è successo questo.

Perché come dice il mio amico Cesare, se fossi caduto da quel ponte mi sarei molto, molto incazzato.

Ma io non voglio le chiacchiere mie, quelle di altri come me che sappiamo una sega noi di statica e di calcestruzzo e carichi di traffico. Voglio uno che ne sappia un pacco, e dica “è andata cosi’, ecco chi ha sottovalutato i rischi, e perché”. Punto. Che si sappia nome e cognome di chi non ha fatto, non ha provveduto, non ha investito.