GENOVA, L’ULTIMO SALUTO, SALE A 43 IL NUMERO DELLE VITTIME. CONFERENZA AUTOSTRADE

DI MARINA POMANTE

Oggi le parole lasciano lo spazio al silenzio, all’introspezione, alla commemorazione, alla commozione che attanaglia la gola. La rabbia è silenziata dal rispetto del dolore dei familiari e di tutta una città unita intorno alle 19 vittime del ponte Morandi.
I funerali di Stato si sono svolti nel padiglione Blu della Fiera di Genova. Le 19 bare sono disposte quasi a semicerchio con la più piccola, quella di Samuele di 8 anni, al centro dell’area di fronte all’altare, la bara bianca è coperta da un cuscino di piccole rose gialle, subito dietro quelle dei genitori.

La delegazione dei Vigili del fuoco impegnati nel soccorso e recupero che hanno lavorato tra le macerie del ponte, è stata accolta con un lungo applauso tra l’evidente commozione. La stessa commozione, che si vedeva sui visi dei Vigili del fuoco, che, da quell’inferno hanno estratto sopravvissuti ma anche corpi senza vita e sfilando hanno accarezzato tutte le 19 bare. Carezze restituite dai parenti che li hanno abbracciati per esprimere la loro gratitudine per avergli permesso l’ultimo saluto ai loro cari.
Ancora alcuni di loro, hanno indosso la tuta sporca della polvere di quei detriti di cemento, oggi c’è stato il recupero di altre vittime facendo così crescere il triste bilancio.
La commozione è palpabile nel padiglione della Fiera, i visi sono contratti e gli occhi che tratteggono il pianto mai interrotto, sono anche quelli degli uomini della Protezione civile, dei volontari della Croce Rossa, delle Misericordie, del pronto intervento sanitario, ma anche degli uomini delle forze dell’ordine e degli operatori dei media.

All’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è levato un grande applauso.
Mattarella stamani prima dell’inizio dei funerali, aveva già fatto visita sull’area del disatro, ringraziando tutti i soccorritori per il grande lavoro svolto, per poi recarsi nei vari ospedali per abbracciare alcuni parenti delle vittime e dopo i funerali ha detto che di questa tragedia, abbiamo il dovere di accertare la verità, assicurare alla giustizia i responsabili e garantire la sicurezza dei trasporti.
Mattarella fa appello all’unità di tutti, perchè il dolore è di tutti e più la volontà è unanime, maggiore sarà la forza impiegata nella ricerca della verità.
All’arrivo del segretario Pd, Martina, insieme ad altri parlamentari del suo partito, ci sono stati fischi e proteste da alcuni cittadini.

Per i rappresentati del Governo, con Di Maio e Salvini davanti a tutti, c’è stato l’ennesimo prolungato applauso.

Anche le due squadre di calcio Sampdoria e Genoa, entrate nel padiglone Blu della Fiera di Genova sono state accolte con un applauso, vestiti tutti in tenuta sportiva, hanno voluto porgere l’ultimo saluto alle 19 vittime.

Nell’omelia tanto attesa del Cardinale Angelo Bagnasco, si è parlato dell’importanza di una strada necessaria alla vita quotidiana della città di Genova, che non si arrende.
Il cardinale ha anche aggiunto, che l’anima del popolo di Genova, pure attraversata da mille pensieri e sentimenti, continuerà a lottare come è già successo altre volte, “noi genovesi, sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo esprimere quanto di più buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto, schivo”.

42 le vittime accertate, del crollo del ponte Morandi nella notte i vigili del fuoco avevano individuato sotto un grosso blocco in cemento la vettura su cui viaggiava una famiglia.
C’è incertezza sui numeri dei viaggiatori a bordo tanto che né i soccorritori né l’ufficio emergenza avevano confermato che si trattava di tre persone. Le condizioni dell’auto e dei corpi si apprende, sono infatti tali da rendere al momento difficoltoso stabilirne con certezza il numero. L’auto era infatti schiacciata da un blocco enorme di cemento che era parte del pilone che ha ceduto. Nelle ore successive, è stata data conferma che le vittime erano la famiglia Cecala: il papà Cristian, la mamma Dawna e la piccola Kristal, di 9 anni.
Nel pomeriggio di oggi, è poi stato ritrovato anche il corpo dell’ultimo disperso, Mirko Vicini, dipendente dell’Amiu, 30 anni. La madre, Paola, ha dormito li per tutti queti giorni, accanto alle macerie: “Non me ne vado finché non lo trovano”, aveva detto. “Non voglio andare a casa, voglio aspettare qui, voglio esserci quando lo troveranno”.

Anche il parlamento europeo è vicino in questo momento 
Tajani dopo i funerali ha dichiarato che la sua presenza era anche per portare il cordoglio di tutta l’Unione Europea e che le bandiere erano poste a mezz’asta non soltanto perchè è italiano ma perchè tutto il parlamento Europeo piange le vittime di Genova.
E’stato affrontato con il presidente Toti e il sindaco di Genova, le possibilità di utilizzo di fondi europei per contribuire alla ricrescita della zona portuale e della zona colpita dal disatro”.
Inoltre ha proseguito che ci sono diverse possibilità “la prima è che la Regione Liguria modulando il proprio piano di sviluppo, può chiedere di distogliere fondi strutturali destinati al territorio, per la realizzazione di opere infrastrutturali nella zona del porto e nella zona dove c’è stata la caduta del ponte.
Secondo punto, ci sono i fondi del piano Juncker che sono in discussione al parlamento europeo e li, bisogna vedere se si riesce a far inserire un contributo per lo viluppo del nodo di Genova.
Terzo punto, le reti Ten-T, nel bilancio comunitario 21/2027, ci sono circa 30 miliardi per la realizzazione delle reti transeuropee e si può pensare di utilizzare questi fondi, lavorando con emendamenti e un’azione congiunta del Governo e del parlamento e con il sostegno della regione Liguria, per rinforzare il nodo di Genova che terminale del corridoio prioritario Genova Rotterdham è temninale o punto di partenza del terzo valico. Quindi Genova diventa uno snodo fondamentale e l’Europa non può che essere vicina.

Seduta convulsa di Atlantia, la conferenza tenuta oggi alle 17 trova dibattito tra la stessa sociètà Autostrade e i giornalisti che incalzano nelle domande… Tra le quali: “la famiglia Benetton come si pone? Come tutti noi resta solo il modo di gestire la situazione Giovanni Castellucci ribadisce proprio la volontà della loro presenza per chiarire, ““tutto è doveroso e l’azienda ha tutte le capacità di farlo…
Conferma il sostegno a tutte le famiglie coinvolte nel grave disastro e dichiara che ci vorranno 8 mesi per la ricostruzione del ponte d’acciaio, ha anche espresso il proprio rammarico perchè non è stata percepita la vicinanza alla città da parte di Autostrade. Da Lunedì saranno disponibili 500 milioni per la ricostruzione l’ha detto l’amminitratore delegato di Autostrade per l’Italia, Castellucci e che è stato stanziato un fondo proprio per le famiglie delle vittime e un fondo per indennizzi agli sfollati.
Intanto proprio in queste ore giunge la notizia che è purtroppo deceduto uno dei feriti, il drammatico bilancio sale quindi a 43 vittime.