GENOVA E NON SOLO

DI GIORGIO SANTELLI

Autostrade ha indubbiamente le sue responsabilità. Ma se molte famiglie hanno scelto di non partecipare ai funerali di Stato, significa che chi ha vissuto questa tragedia si è sentito principalmente tradito da chi lo doveva proteggere. Sono due responsabilità diverse. Non è del resto lo Stato il concessionario delle nostre garanzie, dei nostri doveri e dei nostri diritti? Il contratto di Concessione si chiama Costituzione. Sulla base di quel contratto gli italiani hanno concesso la gestione della propria vita di comunità. E quel contratto viene rispettato? E allora per quelli che hanno scelto di non partecipare alle esequie pubbliche va mostrato grande rispetto. Per loro non era un funerale di Stato ma un funerale dello Stato e delle Istituzioni. Ero a Genova e quella comunità si è sentita, in termini di solidarietà, sola. Sola non di fronte alla tragedia e basta. Ma di fronte ad una tragedia che poteva essere evitata. Una cittadina, Daniela, che spesso si fermava davanti alla Prefettura con noi giornalisti diceva. “Per chi è rimasto colpito direttamente è peggio del terremoto. Li è un evento naturale, puoi discutere di come poteva o non poteva essere fatta la casa. Ma è un evento naturale non prevedibile nel tempo e nella forza distruttrice. Questo no. Il Ponte è caduto senza terremoto, senza evento specifico. Il Ponte è caduto non per responsabilità imponderabili ma per responsabilità umane. E allora questa tragedia è molto più difficile da superare”.

Difficile questa come tutte quelle in cui anche l’imponderabile può essere temperato. E allora oltre al ponte Morandi vengono in mente altre tragedie. Come quella di San Giuliano di Puglia in Molise, dove il terremoto del 2002 provocò il crollo di una scuola elementare e la morte di 27 bambini.