LA CONFESSIONE CHOC DI RASPELLI: VIOLENTATO DA COETANEI A 14 ANNI

DI CHIARA FARIGU

“Da ragazzo fui violentato da 6 coetanei”, scrive per ‘Cronaca Vera’, Edoardo Raspelli, il noto conduttore tv. Una confessione choc, a più di 50 anni dalla vicenda.

Dove c’è cibo, natura, animali allevati in libertà, c’è lui, Edoardo Raspelli, noto al pubblico televisivo per i suoi reportage su un mondo ancora possibile. Conduttore di “Melaverde”, l’enogastronomo milanese, 69 anni, è un giornalista a tutto tondo anche se la sua passione più grande rimane il cibo, coi suoi colori, profumi e sapori. Faccia rubiconda, occhiali tondi da intellettuale, corporatura opulenta, sempre in guerra con la bilancia, il giornalista ha rilasciato ad un noto quotidiano un’intervista che definire choc è un semplice eufemismo: “Sono stato violentato dal branco all’età di 14 anni. Un file rimosso dalla mente che ora è tornato leggibile. Un ricordo brutto, terribile”, racconta Raspelli. Si trovava ospite in una villa a Chiavari, insieme ad altri ragazzi della sua età. Giornate vissute in allegria, fatte di giochi all’aperto e di innocenti scherzi tra maschi, scrive il giornalista: “Ce lo mostravamo a vicenda cercando di decretare il vincitore in lunghezza, il larghezza e in turgore”. Fino a quella sera, quando – per la seconda volta, provai il piacere e la vergogna: “Mi assalirono in sei, mentre ero a letto a riposare. In quattro mi bloccarono, uno mi chiuse la bocca, un altro mi tirò giù i pantaloni. Poi mi violentarono”. Particolari descritti con delicatezza anche se in modo crudo e, a tratti velati dall’imbarazzo e, appunto, dalla vergogna che per decenni ha voluto rimuovere. Un file dimenticato in uno dei tanti cassetti della mente, tornato prepotentemente a galla chissà perché o per come, che però non teme più giudizi né sensi di colpa. Come il primo episodio, avvenuto due anni prima, con un altro amico di giochi che, con sfioramenti e carezze particolari, gli fece provare i primi piaceri sessuali, vissuti anche questi col sentimento della vergogna. Verità mai confessate a nessuno, tanto meno al padre, un “fascista convinto” o alla madre che, benché moderna e sportiva avrebbe preferito un figlio morto piuttosto che gay come i protagonisti di ‘Amicizie particolari’, film che madre e figlio videro insieme.

Verità rimosse per continuare a vivere. Forse nasce anche da lì la passione per il bello, per la natura incontaminata, per i sapori veri, i profumi, i colori. Per un mondo ancora possibile se a parlare sono i sentimenti genuini, veri, come il suo amore per la moglie Clara, conosciuta che era appena 17enne, con la quale ha instaurato un rapporto a prova di crisi e che gli ha dato due splendidi figli. O come quei piatti senza troppi intingoli, naturali, semplici ma presentati con gusto e grazia che Raspelli da anni ci racconta e presenta da ogni parte d’Italia.
Verità che ricordano ferite mai del tutto rimarginate. Vissute in solitudine, pronte a tornare ‘leggibili’, come un file dimenticato nell’archivio di un vecchio pc.
Verità, che quando riaffiorano, sentono il bisogno prepotente di uscir fuori per essere cancellate e sostituite da sentimenti puliti dove non c’è spazio per l’imbarazzo né per la vergogna. Come quando si respira in aperta campagna, a pieni polmoni e solo allora ti sembra di respirare la vita. Quella vera

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