LETTERA APERTA AL PD

DI CLAUDIA SABA

Ho visto e rivisto il video che filma l’intera scena del selfie, inopportuno, di Salvini ai funerali delle vittime di Genova.
Una ragazza era accanto a lui, lui si è girato e si è ritrovato nella scena di una foto scattata dalla ragazza stessa.
Ma quanto si sono accaniti i dirigenti del PD, pur di spostare l’attenzione da tutto il resto?
Si sono talmente concentrati a screditare gli altri, che hanno dimenticato di concentrarsi sul fatto più importante.
Sulla Genova presente che applaude all’Imam di Ancona, sulla Genova piegata dal dolore e che ritiene loro, responsabili di quanto è accaduto.
Ma voi del Pd, sempre così attenti in questi anni,
a prodigarvi per tutti fuorché per l’italiano medio-povero, cosa vi aspettavate se non i fischi?
Avete perso, ancora una volta, l’occasione di cogliere il vero significato di quei fischi, che è quello di essere considerati dal Popolo come “potere” e non come governo.
È vero che la Lega ha governato e anche molto male, in passato, così come avete fatto voi in questi ultimi anni.
Ma oggi, con il nuovo governo, ha scelto di abbandonarlo quel “potere”.
Si è messa seduta con i Cinque stelle, in mezzo al Popolo, alle persone comuni, a quei medio-poveri che voi avete sempre
snobbato.
E non chiamatelo populismo solo perché fa “chic”!
Chiamatela equità sociale, come faceva la vera sinistra.
Quella di una volta, lontana da voi mille miglia.
Il vostro essere “potere” è ancora lì, racchiuso tra le parole di un Martina qualunque che davanti alla tragedia di 43 morti, chiede al nuovo governo indagini Consob, dopo le perdite in borsa di Autostrade spa.
Capite dov’è la differenza? Mentre voi vi preoccupate dei mercati, delle perdite degli azionisti, loro si preoccupano delle persone.
Non vi siete mai “interrogati”, invece, sul “dove” siete arrivati, ne’ al governo, ne’ dopo la disfatta del 4 marzo.
E del Pd continua a passare sempre lo stesso messaggio: di rappresentare sempre e comunque il “potere”.
Del nuovo governo, invece, quello di essere “uno di noi”, del popolo che voi avete emarginato.
Dovreste domandarvi questo, piuttosto che commentare “quella” foto di Salvini che solo un minuto prima aveva confortato una donna nera e che insieme a Conte e a Di Maio ha dimostrato di esserci.
Come Stato e come uomo.
Ma nessuno di voi ha fotografato “quell’attimo”.
Sarebbe stato troppo scomodo da raccontare, troppo lontano dalla vostra politica denigratoria verso gli altri.
Avreste potuto scegliere almeno per una volta, di scendere tra la folla e diventare umili.
Lo avreste potuto fare con gli sfollati del terremoto che vivono ancora sotto le tende.
O con i piccoli risparmiatori ridotti in miseria da Banca Etruria.
Ma no, non voi, così eleganti nel togliere diritti al Popolo, che avete persino studiato per farlo, che avete preferito puntare sempre il dito su quelli goffi e cafoni.
I cialtroni.
E avete perso.
Non avete compreso che per arrivare al cuore della gente, occorre sincerità.
È per questo che non siete più credibili.
Non sono gli altri a vincere.
Siete voi che avete perso.
Senza speranza.
Inesorabilmente.
Perché voi non avete mai accolto la gente.
L’avete umiliata.