NELLA NOTTE HO SOGNATO QUESTA COPERTINA

DI MAURIZIO MALABRUZZI

La ricordavo perfettamente, ricordavo quelle vecchie banconote da 5000 lire che si aprivano sui due lati, ricordavo quel Cristoforo Colombo con la faccia triste di Claudio Lolli, ricordavo quella voce, quegli arrangiamenti, ricordavo quegli anni inizi settanta.
Ricordavo quello che ascoltavamo, ricordavo i suoni che provenivano dall’inghilterra e dagli states, ricordavo quello che noi adolescenti sognavamo. La 500 di un mio caro amico scomparso, una porsche con i sedili sbagliati in cui mettevamo un litro di benzina e la futura Dyane che mi avrebbe poi portato ovunque.
Ma ricordavo l’arrivo di questa voce bolognese fuori dal coro, che con precisione chirurgica sapeva colpire con delicatezza tutti i nostri sentimenti più nascosti. E ci metteva in crisi. Eccome. E poi il servizio militare che volevamo non fare. Insomma questo Colombo, poco più grande di noi, ci portava delicatamente in luoghi che neanche immaginavamo esistessero. Tutti dovevano essere felici, tutti dovevano avere un futuro migliore, un presente da vivere al meglio, invece Lolli ci mostrava il dark side di questo paese.
Venditti e De Gregori avevano da poco registrato Theorius Campus una sorta di compendio del Folk Studio, Lucio Dalla insieme a Roberto Roversi stava pensando che il giorno poteva avere cinque teste, Fabrizio De Andrè da poco aveva segnato il tempo con “non al denaro, non all’amore nè al cielo” per tutti gli altri c’era Battisti.

Grazie ancora Claudio Lolli.

ps: mi piace e allo stesso tempo mi stupisce l’affetto che in queste ore vedo riversato qui sui social, mi domando “Oh, where have you been, my blue-eyed son?
Oh, where have you been, my darling young one?