DAIMON: IL COACH DELL’ANIMA

DI TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima o poi arriva quasi per tutti un momento caratterizzato da un profondo senso di vuoto, che col passar del tempo, ci disorienta e diventa sempre più assordante e angosciante. Pervasi da insoddisfazione, sentiamo di aver girato in lungo e in largo, ma a vuoto, fino a ritrovarci con un pugno di mosche in mano. Molto spesso ci poniamo domande esistenziali: ma la vita ha un senso, qual è il mio obiettivo, perché esistono i problemi e la morte? Di fronte a queste domande, le reazioni potrebbero essere diverse: cominciamo a scavare dentro e fuori di noi ponendoci quesiti esistenziali, aspettando le risposte; oppure usciamo con gli amici, ci divertiamo, partiamo in vacanza verso mete esotiche, ci dedichiamo allo shopping sfrenato… ma dopo un po’, quella sensazione fa capolino, più forte di prima.

In entrambi i casi è il Daimon che ci guida

Il termine Daimon , oggi tradotto comunemente demone, non va confuso con l’idea di un essere demoniaco che ci possiede. Di etimologia incerta, il termine è forse legato al verbo daiomai, che significa spartire, distribuire, che vorrebbe intendere che il demone è colui che distribuisce, o assegna, il destino.(Fonte Tracce di studio)

ll Daimon è dunque il destino, la scelta di vita. E’ il nostro genio personale, compagno o mentore. Ad ogni individuo viene assegnato un Daimon, che ci insegnerà come sviluppare coraggio, volitività ed entusiasmo; anche sottoponendoci a prove mirate, fino a quando non saremo in grado di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Secondo Hillman, allievo di Jung, non sono i cromosomi, né la famiglia, né l’istruzione, né tanto meno la società a plasmare l’individuo incanalando la sua vita entro determinati binari: quei binari, erano infatti già stati tracciati dall’anima prima dell’incarnazione; esattamente come sosteneva Platone nel Mito di Er: “Ciascuna persona viene al mondo perché è chiamata”.

Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un disegno che poi vivremo e realizzeremo sulla terra, e riceve un compagno di viaggio che ci guidi quaggiù, un Daimon, che è unico ed è nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto. Il Daimon ci ricorda il nostro progetto originale è lui dunque il portatore del nostro destino.

Anche secondo Plotino , il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’ anima e corrispondenti alla sua necessità. Ciò significa che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori, che magari adesso vorrei cambiare o cancellare dalla mia vita, fanno parte di una scelta consapevole dalla mia anima. Infatti, l’anima, nel corso della vita, andrà ad imparare o a migliorare ciò che nelle vite precedenti non è stata in grado di apprendere.

Questo aspetto migliorativo piuttosto che punitivo è il vero significato dell’esistenza.

“La vita è la scelta consapevole ed ineluttabile che l’anima si autoimpone, spinta dalla necessità e dal desiderio di migliorarsi, fino a ritornare all’ Unità della Potenza primigenia originaria che l’ha posto in essere”.

Man mano che si procede in questa “strada” (nelle varie incarnazioni) il processo di apprendimento diventa sempre più semplice e piacevole.
All’atto pratico, quelli che in genere consideriamo: guai, problemi, non sono altro che rebus da risolvere, che il nostro Daimon ci sottopone, ma scelti da noi all’ origine, per la nostra evoluzione.

Quando non lo assecondiamo, dentro di noi sentimenti e sensazioni si aggrovigliano, stiamo male nell’ animo e il corpo ne subisce le conseguenze. Il malessere può esplodere in rabbia o farci implodere. Ma proseguire su una strada conosciuta, per quanto dolorosa è, almeno all’ apparenza, più semplice e sicuro. Ed è il motivo per il quale resistiamo al cambiamento necessario alla nostra realizzazione. Eppure dovremmo solo assecondarlo, non resistervi, accogliere anche le difficoltà come parte di un più grande progetto, accettare l’idea di un mistero che deve compiersi.

Tra i vari esempi Hillman ricorda che Ella Fitzgerald ad un concorso per dilettanti all’Opera House di Harlem dove si presentava per ballare, improvvisamente cambiò idea decidendo che avrebbe cantato. A volte il Daimon si rivela così, all’ improvviso, a volte ti protegge, affinchè tu raggiunga l’età in cui sarai in grado di guardare in faccia il tuo destino.

Come accadde al torero Manolete. Avrebbe innovato lo stile stesso della corrida, ma chi l’avrebbe mai detto? ” Era timido e pauroso da bambino, tanto che gli amici lo prendevano in giro perché ‘era sempre attaccato alle sottane della madre”’.

Il modo, i condizionamenti esterni, gli schemi mentali che ci costruiamo, ci soffocano e ci confondono, ma il nostro Daimon è lì a ricordarci che dobbiamo compiere il nostro destino e a creare le condizioni affinché accada, facendoci incontrare le persone utili allo scopo, frapponendo nella nostra vita anche gli ostacoli da superare perché necessari alla nostra evoluzione, ma mai prima, al tempo giusto.

Se realizziamo che esiste la spinta del nostro Daimon, allora si spiegano molte cose.

Il segreto sta nel lasciar fluire. Che parola bellissima è FLUIRE

l flusso porta a noi sempre nuovi eventi, nuovi maestri, si dice: “quando l’allievo è pronto il maestro arriva”; il maestro può essere chiunque e qualsiasi cosa: una passeggiata, la fatidica caduta da cavallo, un’amica, una persona saggia, una situazione paradossale, magari anche un amore, o un vecchio amore, oppure un tragico evento.
L’Universo è pieno di risorse inimmaginabili e la Vita, la grande Maestra ce le propone, sta a noi voler fluire, riconoscendo il maestro e l’insegnamento che ci offre. L’alternativa… c’è sempre! opporre resistenza, dando ascolto alla paura e alla mente, anziché seguire la via del cuore.